HomeVideoNewsMarina Abramovic a Venezia con l'esperienza di "Transforming Energy"

Marina Abramovic a Venezia con l’esperienza di “Transforming Energy”

Venezia, 5 mag. (askanews) – Marina Abramovic, grande madre dell’arte performativa, è la prima artista donna vivente che entra da protagonista alle Gallerie dell’Accademia di Venezia: a lei è dedicata la mostra “Marina Abramovic: Transforming Energy”, fino al 19 ottobre 2026. In occasione dell’80esimo compleanno della grande artista serba, vincitrice del Leone d’oro alla Biennale del 1997 con “Balkan Baroque”, le Gallerie la celebrano con l’esposizione curata da Shai Baitel che si sviluppa sia nelle gallerie della collezione permanente del museo che negli spazi per le esposizioni temporanee.

Marina Abramovic ha raccontato: “La mia storia con Venezia è iniziata molto tempo fa. Avevo 14 anni e venni qui con mia madre in treno, da Belgrado. Mi ricordo che quando posai la mia valigia alla stazione e vidi per la prima volta la città cominciai a piangere a dirotto, sopraffatta dalla bellezza. Era un posto così diverso dalla Yugoslavia comunista. Ora, essere qui, per me è un onore incredibile”.

In una sala delle Gallerie è stata riallestita la performance con cui vinse il Leone d’oro ma “Transforming Energy” è soprattutto frutto della sua decennale ricerca sulla resistenza, la vulnerabilità, la trasformazione e punta al coinvolgimento diretto del pubblico, che diventa protagonista dell’esperienza e della performance. I visitatori sono invitati a sperimentare una serie di “Transitory Objects” interattivi: indossano cuffie che li isolano dai rumori esterni, si sdraiano su letti di pietra o si siedono su sedie incorporate con cristalli, stazionano nelle grandi porte che convogliano le energie dei cristalli, o aprono e chiudono lentamente una porta, per liberare la mente. Il contatto diretto con quarzi, ametista e altri elementi naturali pone il corpo del visitatore al centro dell’opera. La mostra invita non solo ad osservare ma a partecipare e ascoltare la possibilità di un cambiamento interiore. Mentre su piccoli schermi un avatar di Marina mostra come interagire con l’opera.

“Normalmente io eseguo le performance e le persone la guardano, ma ho capito che il pubblico deve far parte di tutto questo, per avere la sua esperienza, individuale. – ha detto l’artista – La sola cosa importante è darsi del tempo: tutti corriamo, a volte facciamo foto prima ancora di sperimentare una cosa. Qui, se voi mi darete del tempo io vi restituirò un’esperienza”.