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martedì, 24 Febbraio, 2026
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Mariupol, teatro del mondo

Nel romanzo di Giorgio Radicati - “Appuntamento a Mariupol”, editore Mazzanti Libri - la guerra diventa scena universale: tra memoria e visioni, un’umanità ferita cerca senso dentro la storia e oltre il fragore delle armi.

L’ultimo libro di Giorgio Radicati, edito da Mazzanti Libri, s’intitola Appuntamento a Mariupol. È un romanzo che coniuga accuratezza storica e narrazione emotiva. Il contesto ucraino, spesso segnato da conflitti e mutamenti geopolitici ma anche da una forte identità culturale, diventa il terreno sul quale l’autore costruisce un racconto potente: un paese martoriato dalla guerra si trasforma in un palcoscenico immaginario dove i “grandi” della terra muovono gli eserciti, trasformandoli in marionette armate per saziare la sete di dominio.

Un percorso in tre movimenti

La storia, preceduta da un breve preambolo, si articola in tre parti: il viaggio, fisico e figurato; il confessionale, spazio di memoria, riconciliazione, segreti e desideri; il sogno, dimensione di visioni e pensieri. La struttura accompagna il lettore in un itinerario interiore oltre che narrativo.

Con un’attenta ricostruzione dei fatti, resa attraverso una struttura lineare in cui stile, ritmo e profondità emotiva si amalgamano, Radicati si concentra sulla ben nota difesa di Mariupol da parte del battaglione Azov all’interno della gigantesca acciaieria Azovstal. L’evento diventa un condensato di cronaca e storia, realtà e finzione.

La fortezza d’acciaio come crocevia umano

Fondata nel 1933, la struttura siderurgica fu per mesi una roccaforte della resistenza ucraina, fino alla resa del maggio 2022. È questo “rifugio” che Radicati sceglie come crocevia di un variegato campionario umano: identità diverse, storie passate e presenti che consentono di denunciare gli orrori del conflitto e di prefigurare sviluppi inquietanti. Vicende personali e descrizioni storiche si intrecciano in un racconto coinvolgente, mentre luoghi interni ed esterni permettono di alternare visioni d’insieme e dettagli intimi, sostenuti da un linguaggio chiaro e intenso.

Personaggi come specchio dell’umanità

Non soltanto il protagonista, lo scrittore tataro Artemisk, ma tutti i personaggi incontrati lungo il percorso di lettura accompagnano il lettore in un’esperienza di forte empatia psicologica. Kornelya, errante per amore; Viktor, giovane volontario; Boris il poeta; Svetlana, madre coraggio; il nobile Stroganov; Karl l’ideologo; Marko il sacerdote e molti altri appaiono come reminiscenze familiari, forse perché ciascuno rappresenta un frammento dell’umano. Nel contesto tragico della guerra, essi sembrano condividere il pensiero formulato da Artemisk: «non esiste il coraggio come non esiste la paura, esiste soltanto la volontà o meno di conseguire ciò che si desidera».