L’opposizione non è circoscritta al cosiddetto “campo largo”, dominato in sostanza da vecchia e nuova sinistra, e forse proprio per questo nemmeno troppo largo. Clemente Mastella ha preso ieri una posizione molto netta, in linea con le fondamentali premesse del cattolicesimo politico. Alla presidente del Consiglio riconosce doti di “slalomista” in politica estera, capace di muoversi tra Berlino e Washington. Tuttavia, avverte che questa abilità tattica potrebbe mostrare i suoi limiti quando l’Europa sarà chiamata a decisioni drastiche su dazi, sicurezza e autonomia strategica.
Tra equilibrio diplomatico e scelte europee
Finora l’Italia ha mantenuto una postura flessibile tra le priorità tedesche e l’indirizzo statunitense. Ma le tensioni geopolitiche emerse anche alla Conferenza di Monaco rendono probabile un momento di verità: l’Europa dovrà definire una linea autonoma e gli Stati membri non potranno restare in equilibrio indefinito. In quel passaggio, la chiarezza di collocazione politica diventerà decisiva.
Il punto dirimente: l’ideologia Maga
Per Mastella, la questione centrale non è tattica ma culturale. Se la leadership italiana si colloca dentro l’orizzonte ideologico MAGA— associato a sovranismo identitario e chiusura nazionalista — si determina una frattura con l’ispirazione solidaristica del cattolicesimo. Il richiamo a Steve Bannon e alle tensioni con Papa Francesco rafforza, nella lettura mastelliana, l’idea di un paradigma politico estraneo alla tradizione cristiano-sociale.
La sensibilità cattolica e il destino del centro
Il ragionamento stringe su un punto preciso: una destra che non prenda le distanze da quel paradigma non può intercettare la sensibilità più autentica di un mondo che si richiama all’insegnamento sociale della Chiesa. Mastella ribadisce così una linea coerente con il cattolicesimo democratico: centralità della persona, solidarietà, apertura europea e rifiuto delle chiusure identitarie.
In questa prospettiva, il tema non riguarda gli equilibri di governo ma la rappresentanza culturale e politica di un’area sociale che in Italia continua a essere decisiva.
