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Mattarella e Meloni ad esequie dei caduti in Bosnia: "Sognatori concreti di pace"

Roma, 3 nov. (askanews) – Gli occhi lucidi, le parole di conforto, le mani che stringono altre mani. La prima cosa che fa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, appena entra nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, è andare a incontrare i familiari dei quattro militari italiani morti giovedì scorso, nell’incidente che ha coinvolto il loro elicottero. E’ una partecipazione commossa quella del Capo dello Stato, che si intrattiene per alcuni minuti con le famiglie, dedicando a ciascuna uno spazio di ascolto e solidarietà. “La Repubblica è qua a questo funerale, lo Stato è qua” dice il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo discorso al termine della funzione.Poi, rivolgendosi ai familiari: “Loro non sono più solo i vostri figli ma sono diventati dei simboli della gioia e dell’orgoglio di servire”.

Per l’ultimo saluto i feretri dei sergenti dell’Aviazione dell’Esercito, Simone Ruggia e Claudio Marchesi, del tenente Franco Adriano Zecchillo e della sergente Laura Procacci del Corpo militare volontario della Croce rossa entrano in chiesa avvolti dal Tricolore e portati a spalla dai commilitoni. Mattarella prende posto nella prima panca davanti all’altare, accanto al presidente del Senato Ignazio La Russa, al presidente della Camera Lorenzo Fontana, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. Per il governo sono presenti, tra gli altri, il ministro della Difesa Guido Crosetto, quello dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Afredo Mantovano. Per le opposizioni partecipano la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader M5s Giuseppe Conte, il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni.

“Dio non ci abbandona, non vi chiede di non gridare a lui il vostro dolore” sottolinea nell’omelia l’ordinario militare, monsignor Gian Franco Saba che officia le esequie, ma “in quest’ora – aggiunge – Gesù risorto ci chiede di prestare fiducia alla sua promessa: chi crede in me non morrà in eterno”. Poi li chiama per nome: “Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura” “sognatori concreti ed operativi” di pace, “di un servizio improntato al multilateralismo” per un mondo più giusto, “hanno intuito che dedicare la vita per il servizio è anticipazione del Paradiso, è vera sapienza”, “vostro è il Regno dei cieli”.