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Mattarella: la scuola è la più efficace leva di integrazione, è aperta a tutti. Valditara: no discriminazioni

Amatrice, 21 set. (askanews) – “La scuola deve includere, recuperare, ricostruire. I nostri bambini, i nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma sappiamo che hanno bisogno di trovare fiducia, che il disagio può nascondersi nei loro comportamenti. Può nascondersi persino ai genitori. Serve padronanza degli strumenti tecnici, ma servono anzitutto valori umani. Nella scuola la convivenza e il rispetto devono prevalere mettendo al bando la violenza”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.

“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”, ha sottolineato Mattarella, ricordando: “La scuola prepara tutti, ‘E’ aperta a tutti’: così dispone l’art. 34 della Costituzione”. Infatti, il suo scopo è “stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale”.

“Guardate al futuro con fiducia, non guardate mai al passato ma sempre con fiducia nel futuro”. E’ il consiglio rivolto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, agli studenti della scuola Onnicomprensiva “Sergio Marchionne” di Amatrice dove si svolge l’inaugurazione dell’anno scolastico.

Il capo dello Stato ha anche partecipato insieme ad Alberto Angela ad una piccola “intervista” da parte degli studenti degli istituti superiori e ha raccontato che la sua materia preferita era “la storia” insieme ad una “pessima grafia”. Poi ha rinnovato il suo monito sulla cultura: “La cultura aiuta a pensare e rende liberi, è libertà”.

Infine commentando un progetto degli studenti con l’intelligenza artificiale ha sottolineato che “non potrà mai essere una macchina al posto di un insegnante che sa capire quando un ragazzo è preparato o incerto”.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo ad Amatrice per il nuovo anno scolastico, alla presenza del capo dello Stato, ha ribadito la “necessità dell’integrazione degli studenti stranieri, in tutte le decisive sfumature dell’espressione che va sempre pensata nella sua complessità”.

“Evitare alla radice qualunque discriminazione – ha aggiunto -rimuovere le cause anche linguistiche di una inaccettabile marginalizzazione, con particolare attenzione all’effettiva padronanza della lingua italiana perché senza la conoscenza della nostra lingua, non c’è vera integrazione, non c’è successo scolastico e non c’è un futuro all’interno della nostra società. Ecco perché è così importante”.