HomeAskanewsMattarella: senza multilateralismo si torna alla barbarie nei rapporti internazionali

Mattarella: senza multilateralismo si torna alla barbarie nei rapporti internazionali

Roma, 2 giu. (askanews) – “Da alcuni anni si sta verificando il tentativo di demolire, rimuovere, accantonare il sistema multilaterale e il diritto internazionale, per sostituirvi il criterio dei rapporti di forza, con un grave ritorno fortemente indietro della storia, come per riconsegnare alla barbarie i rapporti internazionali”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dello speciale Rai per l’80esimo della Repubblica, “Ne parliamo con il Presidente”.

“Per l’Italia il multilateralismo è indispensabile. La nostra Costituzione, che è improntata alla pace, contiene anche norme che parlano di limiti alla sovranità per la collaborazione internazionale. Per questo siamo fortemente nel fronte che vuole garantire, mantenere e difendere il multilateralismo”, aggiunge il capo dello Stato.

“Per difendere e far prevalere il multilateralismo occorre aggiornarlo. Il mondo – ha anche detto Mattarella – in questi decenni è fortemente cambiato, con nuovi protagonisti, anche in primo piano, con Paesi diventati protagonisti economicamente, chi culturalmente, chi socialmente. È stato un errore non farlo. Non si è adeguato a queste nuove condizioni. Per difenderlo con efficacia, meglio, occorre aggiornare questo sistema”.

“Dopo gli orrori nel corso della Seconda Guerra Mondiale, si è in sede internazionale sottolineato e acquisito il principio dell’intangibilità della dignità della persona. Questo ha portato nel corso del tempo alla nascita delle corti internazionali, nate su un principio irrinunziabile. E cioè chi compie nefandezze, malvagità, anche nel corso dei conflitti, non deve ottenere medaglie ma condanne. Questo sistema delle corti oggi è sotto attacco. Si cerca di demolirlo, di rimuoverlo. Sarebbe un grave danno di civiltà. Sono convinto che non riuscirà questo tentativo, perché ho sempre pensato che la coscienza dei popoli, particolarmente quella dei giovani, sia più forte”.