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Mattarella: tutti i governi devono fare la loro parte per la pace e l’equità, nessuno è dispensato

Roma, 25 ott. (askanews) – “Abbiamo bisogno di riconciliazione, di pace, di cooperazione. Avvertiamo le ferite profonde recate all’umanità in guerre come in Ucraina, in conflitti come a Gaza, in Palestina, così come negli altri luoghi in cui comunità e popoli invocano pace senza che le loro voci neppure arrivino a noi. Gettare i semi della pace, sconfiggere i pregiudizi, ricostruire diritto, equità, libertà dove sono stati calpestati è opera che, certamente, riguarda i governi e le istituzioni, ma nessuno è dispensato da compiere la propria parte”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla Comunità di Sant’Egidio in occasione dell’Incontro Internazionale per la Pace ad Assisi.

“Ricorrono quarant’anni dall’Incontro di amicizia e di preghiera che Giovanni Paolo II promosse ad Assisi – rileva il presidente della Repubblica – la città di san Francesco. Leader religiosi provenienti da tutto il mondo si trovarono insieme per dare testimonianza alla pace e alla fraternità, per ribadire che non si può uccidere, non si può sfruttare, non si può sottomettere in nome di Dio”.

“Quello di Assisi fu un evento profetico – dice Mattarella -. La Comunità di Sant Egidio si è fatta animatrice di incontri internazionali che, anno dopo anno, hanno inteso ravvivare lo ‘spirito di Assisi’ mentre le guerre, le diseguaglianze, le volontà di potenza e dominio facevano sentire sempre più il loro peso oppressivo sul corso della storia. Siamo riconoscenti per questo prezioso impegno. Oggi, con il ritorno ad Assisi a ridosso delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo, desidero rivolgere un intenso augurio affinché queste giornate siano fruttuose”.

“Abbiamo bisogno di riconciliazione, di pace, di cooperazione – dice il presidente -. Avvertiamo le ferite profonde recate all’umanità in guerre come in Ucraina, in conflitti come a Gaza, in Palestina, cosi come negli altri luoghi in cui comunità e popoli invocano pace senza che le loro voci neppure arrivino a noi. Abbiamo bisogno che l’inviolabilità della dignità umana torni a essere misura della politica e dei comportamenti degli Stati, e base di un diritto internazionale nuovamente riconosciuto e rispettato”.

“La forza delle religioni è importante. Possono osare, con il coraggio che viene dalle Fedi, dalla dimensione spirituale che alimenta la cultura, il pensiero, il cammino, l’azione. Sono l’esempio di come il dialogo, il rispetto della diversità, la solidarietà fanno crescere fiducia e alimentano coesione e sicurezza. L’inerzia è ingiustificabile”, avverte Mattarella.

“Conflitti, ingiustizie, povertà, sopraffazioni sono prodotti umani. Gettare i semi della pace, sconfiggere i pregiudizi, ricostruire diritto, equità, libertà dove sono stati calpestati è opera che, certamente, riguarda i governi e le istituzioni, ma nessuno è dispensato dal compiere la propria parte. Ciascuna donna, ciascun uomo – è il richiamo del presidente – può mettere in campo la propria passione, esercitare la propria responsabilità, per rendere possibili tratti di un mondo in pace”.