HomeAskanewsMaturità, sulla traccia del sociologo Frank Furedi è polemica destra-sinistra

Maturità, sulla traccia del sociologo Frank Furedi è polemica destra-sinistra

Roma, 18 giu. (askanews) – E’ polemica politica sulla traccia dell’esame di maturità che propone un brano di Frank Furedi, sociologo ungherese.

“Le tracce della maturità di quest’anno – accusa Elisabetta Piccolotti di Avs – raccontano molto di chi le ha scelte. Colpisce in particolare la scelta del testo di Frank Furedi, sociologo partito da posizioni di sinistra e approdato, nel giro di qualche decennio, a posizioni sovraniste, scettiche sul cambiamento climatico, ostili ai movimenti giovanili, organicamente legato alle reti culturali di Orban. Proporre un suo brano ai maturandi non è una scelta neutra. È una scelta – conclude la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – profondamente politica di chi gestisce la scuola pubblica come se fosse una scuola di partito”.

A Piccolotti replica Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera di Fdi. “Finalmente – per Rampelli – è finita l’era del colonialismo ideologico della sinistra nelle scuole. Lo rende plasticamente evidente la traccia B3 che quest’oggi i maturandi hanno letto tra le proposte ‘I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere’, tratto dal lavoro del sociologo ungherese Frank Furedi. Gli studenti hanno così avuto modo di riflettere liberamente sul significato del confine, una linea immaginaria che serve prima di tutto a definire la propria identità e capire se sia ancora giusto proteggere lo spazio della propria civiltà ovvero se sia ancora praticabile l’unica visione globalizzante imposta dal pensiero unico cui si legano imprevedibilmente nuove diseguaglianze e nuove povertà. Una traccia del genere sarebbe stata impossibile e impensabile fino a pochi anni fa. Auguri ai maturandi, siate sempre liberi nel pensiero, senza lasciarvi influenzare da vecchi tromboni di sinistra e di destra fuori dal tempo e dalla storia. Riconquistatevi la libertà di giudizio e la capacità critica che per decenni vi è stata negata”.