Roma, 29 gen. (askanews) – In Iran, alcuni medici vengono arrestati per aver curato i feriti durante la brutale repressione delle proteste da parte del regime, riporta il Guardian.
Secondo il quotidiano britannico, almeno un chirurgo rischia la condanna a morte: Alireza Golchini, 52 anni, di Qazvin, nell’Iran centrale, è stato accusato di “moharebeh”, ovvero “guerra contro Dio”, secondo l’organizzazione per i diritti umani Hengaw, che ha sede in Norvegia.
Sua cugina afferma che il medico ha pubblicato il suo numero di telefono sui social e ha detto ai manifestanti feriti di contattarlo in caso di bisogno. “E’ stato arrestato con violenza davanti alla moglie e al figlio, che ha solo 11 anni. Lo hanno picchiato così duramente durante l’arresto che gli hanno rotto un braccio e delle costole e lo hanno trascinato fuori di casa. La mia famiglia è terrorizzata”, ha dichiarato al Guardian Nima Golchini, che vive in Canada.
“Tutto ciò che ha fatto è stato il suo dovere di medico: salvare vite. Aveva giurato di salvare vite umane. Come può un medico non mantenere il suo giuramento? Sono preoccupata non solo per lui, ma anche per gli altri operatori sanitari che sono stati arrestati semplicemente per aver rispettato il loro giuramento”, ha aggiunto.
Hengaw ha riferito al quotidiano che almeno nove medici e paramedici volontari sono stati arrestati negli ultimi giorni. “Sembra trattarsi di una deliberata campagna di vendetta contro medici e personale sanitario che si rifiutano di abbandonare i feriti”, ha dichiarato sempre al Guardian, Hossein Raeesi, un avvocato iraniano per i diritti umani in esilio.
