Rimini, 21 ago. (askanews) – L’abbraccio tra Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel, sacerdote assassinato in Chiesa il 27 luglio 2016 a Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino Rouen, in Francia e Nassera Kermiche, madre di uno degli attentatori, è la fotografia che apre la 47esima edizione del Meeting di Rimini.
Roseline racconta le ultime ore insieme al fratello, prima di apprendere del suo assassinio; Nassera racconta gli attimi in cui le hanno detto che suo figlio era tra i killer del sacerdote. Anche il giovane morì nell’attentato.
“Il messaggio che Nassera e io rivolgiamo a tutti è che siamo l’esempio che ci si può incontrare per conoscersi meglio, per capirsi meglio, senza giudicarsi. Al di là del dolore, noi due abbiamo osato questo incontro. Al di là della differenza. Fin dal nostro primo incontro non abbiamo nemmeno pensato a questa differenza di religione”, dice Roseline, “il perdono è la cosa più difficile che Dio ci chiede. Ma io, insieme alla mia famiglia, abbiamo avuto la grazia di non cedere all’odio, dopo la tragedia. Umanamente era l’odio a vincere, ma la grazia di Dio ha fatto sì di superare questo sentimento. E questo è il primo frutto del martirio di queste persone”.
Un messaggio forte anche dalla madre del killer del sacerdote assassinato in Chiesa.
“Bisogna andare verso l’altro. Bisogna osare, osare l’incontro, fare in modo di capire l’altro senza giudicarlo, senza pregiudizi. Dobbiamo poter vivere insieme su questa terra”. Vogliamo trasmettere un messaggio di pace, per vivere finalmente in un mondo senza violenza, senza odio e nella pace”.
Le due donne, insieme, hanno scritto il volume Sorelle di dolore, insieme a Samuel Llevn. (Edizioni Ares e Libreria Editrice Vaticana).
