Bruxelles, 22 gen. (askanews) – A 24 ore dal dietrofront di Donald Trump sui dazi, accolto “con favore” dalla premier Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio siede al tavolo del summit europeo informale, confermato nonostante le notizie positive di ieri sera, ancora più convinta della posizione italiana volta a “continuare a favorire il dialogo tra Nazioni alleate” e forte dell’asse con Friedrich Merz.
Con il cancelliere tedesco la presidente del Consiglio ha un incontro prima dell’inizio dei lavori all’Europa building e domani lo vedrà di nuovo a Roma dove è in programma un vertice intergovernativo tra Italia e Germania che vedrà coinvolti 11 ministri italiani e 10 tedeschi. A due anni dal Vertice di Berlino del novembre 2023, si tratta di “un salto di qualità nelle relazioni tra Italia e Germania” e “la volontà condivisa è di investire con continuità in una cooperazione rafforzata”, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.
A Davos è stato lo stesso Merz ha sottolineare la sintonia con l’Italia spiegando di aver “elaborato nuove idee per cambiare l’Unione europea” con Meloni. In un paper elaborato anche in vista del ritiro dei leader europei del 12 febbraio e del Consiglio europeo di marzo, i due paesi chiedono un’Europa “più veloce e dinamica”, con meno regole e un bilancio Ue orientato alla competitività con un rafforzamento del mercato unico.
Arrivando al summit, Merz ha sottolineato come “unità e determinazione da parte europea possono effettivamente produrre risultati”. La rinuncia di Trump ai dazi verso i paesi europei che avevano annunciato sostegno alla Groenlandia di fronte alle mire del presidente Usa “è il risultato dei nostri sforzi comuni tra l’Europa e gli Stati Uniti d’America per trovare una strada che ci permetta di andare avanti insieme nei tempi difficili che senza dubbio stiamo vivendo”.
Lo scenario è più disteso rispetto a quello che aveva portato il presidente Costa il 18 gennaio scorso a convocare il summit ma la realtà di oggi resta “volatile”, sottolineano fonti Ue. Dunque è bene preservare l’unità degli stati membri e sapere che l’Europa era pronta e, sottolineano le stesse fonti “restano pronti gli strumenti” di difesa commerciale dell’Ue, e in particolare lo strumento anti coercizione. “Sono ancora sul tavolo, non sono chiusi nel cassetto. Sono lì per essere usati se necessario, quando ci fossero le condizioni”, ha insistito un funzionario Ue, secondo cui questa è la posizione di “una grande maggioranza di Stati membri”.
Al tavolo del consiglio anche la questione del Board of peace lanciato oggi da Trump per Gaza sul quale ci sono forti dubbi da parte dei paesi europei. Per Meloni non sarebbe intelligente né per l’Italia né per l’Ue autoescludersi ma sussistono questioni di costituzionalità e giuridiche che per ora non consentono la firma.
