13.6 C
Roma
giovedì, 12 Febbraio, 2026
HomeAskanewsMeloni spinge col "motore italo-tedesco": subito risposte su competitività

Meloni spinge col "motore italo-tedesco": subito risposte su competitività

Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Incalzare il Consiglio, perchè adotti già a marzo iniziative “concrete” a favore della competitività, e perchè dia alla Commissione “indicazioni precise” sugli obiettivi da raggiungere. Solo così si potrà arginare la “burocrazia” europea che “sta superando ampiamente quello che è il proprio ruolo”. E per riuscirci, il tavolo convocato da Italia, Germania e Belgio prima del Consiglio informale di Alden Biesen dovrà “strutturarsi”, diventare un formato che si riunisca prima degli appuntamenti ufficiali e che lavori per arrivare alle riunioni dei leader con proposte concrete. Giorgia Meloni parla con i giornalisti nell’intervallo tra i due appuntamenti di giornata: subito dopo il prevertice che ha visto la partecipazione di 19 Paesi e della Commissione, e prima che inizi il “ritiro” dei leader convocato da Antonio Costa nel castello delle Fiandre.

Un’iniziativa concordata con il cancelliere tedesco Merz, “Friedrich” lo chiama la premier, a dimostrazione di quel “motore italo-tedesco” che “c’è”, afferma Meloni, e che “non è contro qualcuno”. Ovvero contro la Francia, che “è al tavolo ed è un bene perchè è un paese importante”. Proprio mentre parla la premier italiana, Merz e Macron si presentano insieme al Consiglio, per un doorstep congiunto in cui assicurano “concordia” sugli obiettivi da raggiungere. Del resto, dice ancora Meloni, in Europa le alleanze “sono variabili”, ci si trova al fianco di alcuni Paesi su certe battaglie, contrapposti su altri. Ad esempio, a dividere Italia e Germania c’è la questione degli eurobond (“Io sono sempre favorevole” ricorda Meloni) e ci sarà la questione dei fondi di coesione, da non sacrificare in nome delle nuove sfide europee: “Non dobbiamo fare l’errore di considerare la competitività alternativa alla coesione, perchè senza coesione tu lasci indietro interi territori, non ci sono le infrastrutture adeguate e dunque mini la competitività”. E allora su quello, prevede Meloni, “ci troveremo d’accordo con i Paesi del Sud piuttosto che con i Paesi del Nord”.

Ma con la Germania si va d’accordo su altri punti all’ordine del giorno. Che Meloni elenca: i costi dell’energia (su cui annuncia anche misure al prossimo Cdm) con la necessità di fermare le speculazioni e di “rivedere gli ETS”, la direttiva Cbam, il mercato unico, la semplificazione su cui la lettera scritta da Italia e Germania “ha offerto molti strumenti per semplificare e per farlo velocemente”. E “c’è l’automotive su cui l’Italia è in prima linea dall’inizio, c’è la questione del contesto internazionale in cui ci muoviamo, per combattere le nostre dipendenze con una autonomia strategica su energia e materie critiche”. E c’è il tema del commercio internazionale: “Bene gli accordi di libero scambio ma a patto che ci sia reciprocità. La Ue deve scegliere: se facciamo accordi di libero scambio con sistemi che non hanno neanche lontanamente le norme che noi imponiamo ai nostri produttori, non possiamo continuare a iper-regolamentare”. E poi c’è la questione del “freno d’emergenza” attivabile da un singolo Paese per “bloccare gli oneri eccessivi che emergono durante il processo legislativo, ad esempio con l’attivazione su richiesta di uno Stato membro”, inserita nel “non paper” italo-tedesco-belga.

Dunque “i temi sono moltissimi”, e già il Consiglio di marzo – auspica Meloni – dovrà essere “molto concreto nel dare risposte ai nostri sistemi produttivi”: “La sfida è capire se la Ue può dare risposte concrete immediate sulla competititivtà perchè non c’è più tempo da perdere”. I leader del prevertice, di conseguenza, hanno concordato di rivedersi già a margine del Consiglio europeo di marzo “per mantenere alta l’attenzione sui temi della competitività e contribuire alle definizione di obiettivi concreti e scadenze precise”.