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sabato, 10 Gennaio, 2026
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Meloni traccia obiettivi 2026: più sicurezza e legge elettorale

Roma, 9 gen. (askanews) – In principio fu il decreto anti rave. Sin dall’insediamento Giorgia Meloni ha puntato molto sulla sicurezza e su provvedimenti che mostrassero la volontà del governo di rafforzarla. E per il 2026, anno che porterà questo Parlamento dritto verso le elezioni Politiche, la presidente del Consiglio ha intenzione di tornare a insistere su questo terreno, a farne un tema centrale della prossima campagna elettorale. Come ha dimostrato nella conferenza stampa annuale organizzata dall’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione stampa parlamentare. “Abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza in questi tre anni, anni di lassismo non sono facili da cancellare, ma i risultati per me non sono sufficienti”, ha ammesso.

Dentro la maggioranza è chiaro che i tanti episodi di cronaca alimentano una diffusa percezione di sfiducia nei cittadini che potrebbe essere penalizzante nelle urne, soprattutto per una destra ‘law and order’ e in una fase in cui è più complicato poter intervenire sul fronte economico. Ed è talmente chiaro che è già partita una sorta di competizione interna alla stessa coalizione tra Lega e Fratelli d’Italia su chi ha più a cuore il problema.

Durante l’incontro con i giornalisti, Giorgia Meloni ammette che “alcuni dei provvedimenti cominciano a dare risultati: i dati dicono che nei primi 10 mesi del 2025 i reati sono calati del 3,5% rispetto all’anno precedente”, ma allo stesso tempo spiega che “questo deve essere l’anno in cui si cambia passo su questa materia, in cui si fa molto di più”. Tra le nuove misure annunciate, un testo “che verrà presentato nei prossimi Cdm” per contrastare il fenomeno ormai “fuori controllo” delle baby gang.

D’altra parte, c’è un anno intero per correggere il tiro. La premier smentisce infatti i retroscena che la descrivono tentata dall’andare al voto entro l’anno. “Il mio obiettivo – spiega – è che questo governo arrivi alla fine della legislatura, facendo una cosa che non è mai stata possibile per i nostri predecessori: presentarsi ai cittadini per essere giudicati sul totale del suo lavoro”.

Nel frattempo, però, la presidente del Consiglio vuole anche provare a cambiare le cosiddette ‘regole del gioco’, ossia la legge elettorale. L’impianto a cui sta lavorando il centrodestra è quello di un proporzionale con premio di maggioranza. Una proposta su cui Giorgia Meloni è pronta a sfidare le opposizioni: disposti al confronto o andiamo comunque avanti da soli, è il messaggio.

Secondo la premier il sistema allo studio non solo non svantaggerebbe i partiti di minoranza, ma potrebbe addirittura far loro comodo. “E’ una riforma – osserva – che consente a chi prende più voti di governare per cinque anni con una maggioranza solida: sarebbe un vantaggio per tutti e potrebbe rappresentare un vantaggio ancora più importante per l’opposizione che per la maggioranza”. A suo giudizio, infatti, “la partita è più che aperta con una riforma di questo tipo e potrebbe dare al campo avverso una maggioranza più ampia di quella che otterrebbe con l’attuale legge. Perché il tema non è solo vincere ma riuscire a governare. È importante che i cittadini abbiano un potere reale, che vadano a votare e chi ha preso un voto in più possa governare e non ci siano scelte ricomposte nel palazzo”. Le interlocuzioni, assicura, sono già in corso anche anche se non è lei direttamente ad occuparsene. Allo stesso tempo, però, mette in chiaro quanto sia intenzionata a portare a casa l’obiettivo: “Non ci possono essere chiusure pregiudiziali: se c’è un dibattito faremo di tutto e tutto quello che possiamo perché le norme siano condivise” ma “se c’è una chiusura pregiudiziale non escludo che si debba comunque chiedere al Parlamento a maggioranza di risolvere questo problema”.