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lunedì, 26 Gennaio, 2026
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Mercosur, Lollobrigida: vogliamo più controlli sulle importazioni

Bruxelles, 26 gen. (askanews) – “Che cosa vogliamo come Italia? Che ci siano controlli puntuali sufficienti. Non è un problema di numeri, è un problema di efficacia. In Europa non deve entrare nulla che non corrisponda agli standard che noi abbiamo imposto ai nostri agricoltori, ai nostri allevatori, ai nostri pescatori”, in termini di divieti d’uso di pesticidi e altre sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente. Lo ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, incontrando i giornalisti nel pomeriggio a Bruxelles, a margine del Consiglio Agricoltura dell’Ue, in risposta a una domanda sulla proposta della Commissione europea di istituire una task-force per rafforzare i controlli di frontiera sulle importazioni di prodotti agroalimentari, in particolare in vista dell’accordo commerciale con il Mercosur e ora anche di quello con l’India, che sarà firmato domani.

“Abbiamo discusso oggi di questo – ha riferito il ministro – con il commissario europeo Olivér Vßrhelyi”, responsabile per la Salute, “che ha fatto alcune proposte concrete che seguono in maniera puntuale quello che ci è stato garantito il 7 gennaio”, nella riunione straordinaria del Consiglio Agricoltura a cui hanno partecipato “il commissario al Commercio, il commissario all’Agricoltura e lo stesso commissario alla Salute”.

Gli agricoltori europei, ha continuato Lollobrigida, “sono costretti spesso a avere una concorrenza di prodotti che hanno un prezzo inferiore, non perché ci sia un efficientamento delle imprese a monte” che esportano i prodotti agroalimentari in Europa, “ma semplicemente perché non rispettano le regole che noi stessi ci siamo dati. E allora la task-force che viene prevista serve a verificare che ognuno faccia il suo proprio dovere, anche come Stati nazionali a cui è attribuita la facoltà dei controlli nelle vie di accesso”.

“E diciamocelo con chiarezza, non tutti – ha osservato il ministro – hanno l’attenzione che merita un problema come questo. L’Italia si è contraddistinta in questi anni per aver aumentato in maniera esponenziale non solo i suoi controlli, ma l’efficientamento tra tutti i player del settore, le forze dell’ordine, le dogane, le agenzie, gli ispettorati, migliorando le performance non solo dei controlli, ma di verifiche che arrivano all’obiettivo: fermare ciò che non deve entrare”.

“Questa – ha ricordato Lollobrogoda – è la base della ‘reciprocità’ che abbiamo richiamato in tutti gli accordi di carattere commerciale, e certamente il Mercosur. Ma è un’occasione incidentale, nel senso che è uno dei trattati che si profilano per il futuro, per un’Unione europea che giustamente deve essere aggressiva sui mercati, per entrare in un quadro di concorrenza con gli altri ambiti economici organizzati del pianeta. E questo, però, non può entrare in concorrenza con la legittima necessità di alcuni settori di continuare ad essere resilienti. Questi vanno protetti, non con regole eccessive, ma al contrario con il controllo di quello che ci siamo dati”.

A un giornalista che chiedeva a chi si riferisse, il ministro ha risposto che è un problema che “è stato anche sollevato da alcuni colleghi: se tu chiudi, magari ti arrivano merci che vengono considerate unionali da luoghi in cui ci sono meno controlli; non credo che sia utile qui imputarlo all’uno o all’altro: il problema esiste, va trovata la soluzione”.

La “reciprocità” degli standard produttivi, in particolare rispetto ai prodotti agroalimentari importati dal Mercosur (una delle richieste più pressanti da parte degli agricoltori e dell’Italia), presuppone che ci sia in questi prodotti lo “zero tecnico”, nelle analisi di laboratorio, di residui delle sostanze vietate in Europa. A che punto è, è stato chiesto a Lollobrigida, la proposta che la Commissione ha fatto in questo senso, per le sostanze più pericolose?

“Siamo appena intervenuti su questo e abbiamo assunto una posizione molto decisa, come Italia, nel chiedere al commissario competente di attuare tutte le modalità per impedire” l’importazione di “prodotti mettono a rischio la logica di concorrenza di cui ho parlato, la salute delle imprese, ma in questo caso anche la salute dei cittadini, e questo non è sostenibile”, ha replicato il ministro.

E alla domanda se l’imposizione dello “zero tecnico” nei residui riguarderà tutte le sostanze vietate o solo quelle più pericolose, Lollobrigida ha risposto: “Su questo si sta lavorando, la tollerabilità dal punto di vista della salute non spetta dal ministro della agricoltura, ci sono ovviamente ministri che hanno una competenza specifica”.

Quanto al nuovo accordo commerciale che domani l’Ue firmerà con l’India, e di cui non si conoscono ancora i contenuti, il ministro ha osservato: “Non siamo in condizione di lavorare sui se e sui ma; siamo però in condizione di giudicare il lavoro che l’Italia ha fatto quest’anno sul Mercosur, che serve anche per gli altri accordi di carattere internazionale. Oggi l’impostazione dei regolamenti sui residui (delle sostanze proibite nei prodotti agroalimentari, ndr) e dei regolamenti sui controlli, non serve solo per il Mercosur, serve per il Mercosur e per gli accordi che verranno. Grazie in particolare all’Italia, ma anche ad altre nazioni che hanno tenuto la stessa posizione, è finita l’epoca nella quale venivano fatti accordi senza tener conto di alcuni settori strategici, e a volte anche della salute dei cittadini che acquistano e consumano. È cambiata l’impostazione, c’è maggiore attenzione. Adesso verificheremo se quanto ci è stato garantito verrà davvero messo in campo, e su questa base faremo anche le scelte per dare il via ad accordi futuri”, ha assicurato Lollobrigida.

Rispondendo a un’altra domanda, il ministro ha poi aggiunto che “esistono già i presupposti per l’applicazione” provvisoria dell’Accordo interinale col Mercosur. “Credo ci sarà un ulteriore passaggio di natura politica per confermare questo indirizzo, che il Coreper (l’organismo tecnico dei rappresentanti degli Stati membri presso l’Ue, ndr) aveva già dato prima del voto” con cui il Parlamento europeo ha ritardato la ratifica dell’Accordo, chiedendo un parere alla Corte europea di Giustizia.

“A noi interessa – ha spiegato Lollobrigida – non tanto e non solo che gli accordi internazionali per una nazione esportatrice come la nostra siano essenziali, funzionino, ma che funzionino anche parallelamente tutti gli strumenti di protezione del nostro sistema, che spesso corrisponde, con quello agricolo, alla protezione non solo degli interessi legittimi degli imprenditori, ma anche della nostra salute, del nostro benessere alimentare, e dell’ambiente, che sarebbe impossibile da manutenere oggi senza un’agricoltura che dia un reddito corretto, e quindi resiliente in termini di presenza sul territorio anche nelle aree più difficili”.

Può confermare, gli è stato chiesto a questo punto, che l’Italia è favorevole alla messa in vigore dell’Accordo provvisorio col Mercosur da parte della Commissione europea, senza aspettare il parere dalla Corte di Giustizia chiesto dal Parlamento europeo, che potrebbe prendere un anno e mezzo di tempo?

“Lo dicevo prima – ha replicato Lollobrigida – e lo sottolineo: è già stata votata l’eventualità di un’applicazione provvisoria; quindi questo fatto qui ha visto già le nazioni esprimersi. Adesso ci sarà un secondo passaggio di natura politica che analizza anche il voto parlamentare. Se ne discuterà nel Coreper; non spetta al ministro dell’Agricoltura dare un’indicazione in merito”.

A chi chiedeva, infine, se anche per l’accordo con l’India l’Italia abbia chiesto delle garanzie alla Commissione, il ministro ha riposto: “Le chiediamo sempre, le garanzie alla Commissione. Però vedremo quello che emerge e scaturisce nell’ambito di un trattato che, come prima si ricordava, non è ancora conosciuto”.