Roma, 6 nov. (askanews) – E’ ancora in corso lo spoglio delle schede in due competizioni per un seggio al Senato degli Stati Uniti, dove martedì si è votato per le elezioni di metà mandato. Una è in Alaska e l’altra in Mississippi. In entrambi gli Stati, i Democratici sono in vantaggio ma con margini talmente ristretti da rendere impossibile ogni previsione.
In Alaska – riporta la Cnn -, la dem Mary Peltola, data al 48,2%, è in vantaggio di poco più di 600 voti sul senatore in carica Dan Sullivan (47,9%): 102.962 contro 102.325 preferenze.
La competizione è al centro di una controversia: il Dipartimento di Giustizia sta indagando se la campagna elettorale di Peltola abbia tentato di confondere gli elettori reclutando un secondo “Dan Sullivan” per sottrarre voti al candidato repubblicano. L’indagine fa seguito a un clamoroso articolo del New York Times, che ha rivelato quello che ha tutta l’aria di essere un escamotage. Ieri, il presidente Donald Trump ha dichiarato che tutti i voti espressi per “Daniel J. Sullivan” e “Gerald Heikes” dovrebbero essere assegnati al candidato in carica, definendo questa l’unica “soluzione equa”. Al Sullivan che Trump taccia come falso è andato per ora l’1,7% dei voti e a un altro candidato del ‘Gop’ un altro 2,3%.
Assegnare a un candidato i voti destinati a un altro – sottolinea l’emittente all news – rappresenterebbe un caso senza precedenti. Inoltre, dato che l’Alaska adotta un sistema di voto con classificazione delle preferenze (“ranked-choice voting”), gli elettori avevano già la possibilità di indicare entrambi i “Dan Sullivan” sulla propria scheda.
In Mississippi la corsa è ancora più incerta. Il dem Scott Colom è dato al 49%, avendo riportato 466.775 voti, mentre la governatrice in carica Cindy Hide-Smith è data al 48,9% con 464.962 voti. I Repubblicani del Mississippi stanno già affilando le armi giuridiche, ventilando la possibilità di intraprendere azioni legali. Esponenti del partito a livello nazionale, avvocati e attivisti locali stanno convergendo nello Stato per garantire che i funzionari elettorali rispettino le norme durante lo scrutinio e per osservare la verifica di migliaia di schede provvisorie.

