HomeAskanewsMigranti, Ue: bene la Spagna. Marlaska: Italia riveda lo stop a Schengen

Migranti, Ue: bene la Spagna. Marlaska: Italia riveda lo stop a Schengen

Roma, 4 ago. (askanews) – Dopo le fratture provocate dalla crisi dei migranti a Ceuta l’Unione europea ritrova una parvenza di unità riconoscendo l’efficacia della risposta messa in atto dalla Spagna, certificando che l’area Schengen non è mai stata messa in pericolo, ribadendo a Madrid la solidarietà per quanto avvenuto, e cercando di mettere a frutto la lezione spingendo i Paesi membri ad attuare integralmente le nuove regole europee sui rimpatri previste dal Patto su migrazione e asilo. Permangono sì differenze, come sui Centri per i rimpatri nei Paesi terzi e la questione della regolarizzazione dei migranti decisa dal governo di Pedro Sanchez, ma vengono derubricate a legittime scelte di carattere nazionale.

L’incontro è stato “completamente costruttivo”, i paesi Ue hanno riconosciuto “la risposta immediata ed efficace delle autorità spagnole”, ha esordito in conferenza stampa da Madrid il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska al termine della riunione straordinaria, in videoconferenza, dei ministri degli Interni Ue. Un riconoscimento “soddisfacente” per il governo spagnolo, impegnato in una “crisi umanitaria senza precedenti” che tuttavia ha già registrato il ritorno in Marocco di circa 70.000 delle 72.000 persone entrate nella città autonoma di Ceuta la scorsa settimana. “E’ stato chiarito che Ceuta gode di uno status speciale all’interno dell’area Schengen” e che “nessuno può lasciare Ceuta senza un efficace controllo dei documenti. Persino i cittadini dell’Unione Europea non possono spostarsi liberamente da Ceuta alla terraferma”, ha sottolineato il ministro dell’Interno spagnolo.

Il commissario europeo Magnun Brunner ha riconosciuto che “l’integrità dello spazio Schengen è stata preservata grazie a una stretta e costante cooperazione tra Spagna, Marocco e Commissione europea negli ultimi giorni. Desidero riconoscerlo chiaramente e ringraziare la Spagna e l’amministrazione di Ceuta per aver ristabilito l’ordine e collaborato con il Marocco per garantire rimpatri rapidi. Attorno al tavolo c’è stata, naturalmente, piena solidarietà nei confronti della Spagna”, ha aggiunto. Adesso “le nuove norme europee sulle frontiere e sulla migrazione – ha proseguito il commissario – ci consentono di disporre di un sistema solido per tutelare la sicurezza dell’Europa. Tra queste vi sono procedure più rapide alle frontiere, in particolare per i cittadini dei Paesi inseriti nell’elenco europeo dei Paesi di origine sicuri, come il Marocco”. Quindi, in merito agli insegnamenti di questa crisi, Brunner ha affermato che “tutti concordano sulla necessità di attuare integralmente le nuove regole europee: la piena applicazione del Patto su migrazione e asilo è fondamentale”.

La prontezza della risposta spagnola è stata sottolineata anche dalla Danimarca, Paese che, insieme all’Italia, si era fatto promotore della richiesta della riunione urgente dell’Unione sul caso Ceuta. “Sono molto soddisfatto che la Spagna abbia agito rapidamente, in particolare con il dispiegamento di polizia ed esercito, e che molti migranti siano già tornati in Marocco”, ha riconosciuto il ministro per l’Immigrazione e l’Integrazione, danese Morten Bodskov. “Tuttavia – ha aggiunto – gli eventi dimostrano che è assolutamente fondamentale avere il controllo delle frontiere dell’Ue”.

Per la Spagna però, resta l’amarezza della decisione dell’Italia di sospendere il trattato di Schengen, con il ripristino dei controlli per chi arriva via aereo o via nave dal Paese iberico. “Non capisco perché questi controlli interni, seppur eccezionali, siano stati istituiti per i viaggiatori in arrivo dalla Spagna in Italia. Innanzitutto, la Spagna non ha mai revocato i controlli. Secondo, non c’è alcun rischio di alcun tipo di movimento secondario, dato che Ceuta ha un regime speciale e nessuno lascia Ceuta senza essere stato controllato. Terzo, perché oggi Frontex e tutti i soggetti coinvolti hanno dichiarato che l’area Schengen non è stata in alcun modo a rischio”, ha detto Grande-Marlaska incalzato dalla stampa. “Per tutte queste ragioni, mi è sembrato assolutamente inutile e sproporzionato che l’Italia abbia agito in tal modo. Ora vedremo cosa succederà e se ci sarà un ripensamento della situazione, ma chiedo che i controlli vengano revocati immediatamente perché chiaramente non corrispondono a quanto abbiamo affermato e riconosciuto tutti: che la zona Schengen non è mai stata in pericolo”, ha ribadito l’esponente del governo spagnolo, che in un altro passaggio ha sostenuto che ” di fronte alle “immagini scioccanti” provenienti da Ceuta “alcuni partner dell’Unione Europea hanno agito forse per un interesse più di parte che per l’interesse del governo, dello Stato e dell’Ue”.

Su questo fronte il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha voluto chiarire “in modo netto che la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è in alcun modo una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner”. Bensì “una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi”. Il ministro ha ricordato che lo strumento è previsto dal Codice Frontiere Schengen e che numerosi Stati membri, compresa la Spagna, vi hanno fatto ricorso negli ultimi anni. “Basti pensare che, complessivamente, siamo arrivati a quasi 500 tra prime notifiche e successivi rinnovi di ripristino dei controlli comunicati alla Commissione dal 2006”, ha precisato. In ogni caso la Ue, per bocca di Brunner, ha sottolineato che la sospensione degli accordi di Schengen decisa dall’Italia “deve essere proporzionata e temporanea”.In sostanza su Schengen, ha poi sottolineato il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez, si è “convenuto” che lo spazio Schengen “non è il problema”, ma “la soluzione”. Tutti i ministri europei, ha spiegato, “hanno deplorato il fatto che, dopo la diffusione delle immagini” della crisi di Ceuta, “si siano verificate diverse interferenze informative da parte di Stati stranieri che hanno utilizzato queste immagini per criticare la politica di gestione della migrazione dell’Unione europea, cercando di dividere gli Stati membri”.

Resta il nodo dei Centri per i rimpatri nei Paesi terzi, sui cui la Spagna e Francia, tra gli altri, continuano a dirsi contrari. “Cinque, anzi sei Stati membri stanno lavorando insieme per discutere con Paesi terzi la creazione di centri di rimpatrio”, ha affermato il commissario Ue Brunner, aggiungendo però che questa “è una scelta legittima che spetta agli Stati membri che intendono procedere in questa direzione”.

Infine, sulla questione della regolarizzazione degli immigrati decisa dalla Spagna (ben prima degli avvenimenti di Ceuta), una mossa che il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva definito “una scelta pericolosa per tutta l’Unione europea”, il commissario Brunner, riconoscendo che la materia rientra nelle competenze degli Stati membri, non ha potuto far altro che commentare: “Sicuramente non è un buon segnale per il resto d’Europa”. (di Massimo Santucci)