Roma, 18 feb. (askanews) – È arrivata dallo sci di fondo la 25ª medaglia (nove ori, quattro argenti e 12 bronzi) dell’Italia Team ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Sul tracciato di Lago di Tesero (Val di Fiemme), a tre giorni di distanza dal terzo posto ottenuto nella staffetta 4×7.5 km (TC/TL), la coppia composta (in ordine di apparizione) da Elia Barp e Federico Pellegrino ha agguantato un altro bronzo nella team sprint in tecnica libera, specialità introdotta ufficialmente nel programma a cinque cerchi soltanto a partire da Torino 2006 ed in cui il nostro Paese mai era ancora riuscito a salire sul podio sia in ambito maschile sia in quello femminile.
Seconda gioia a squadre di questa rassegna in casa per Barp e Pellegrino, uno dei due alfieri azzurri alla Cerimonia d’Apertura allo Stadio San Siro ed al via in quella che rappresenta la quarta ed ultima Olimpiade in carriera. La leggenda di Nus ha quindi messo la firma sul poker di medaglie a livello olimpico, lui che si è presentato a Milano Cortina 2026 già con al collo il doppio argento individuale centrato rispettivamente a Pyeongchang 2018 (sprint TC) e Pechino 2022 (sprint TL).
Il collaudato binomio tricolore, presentatosi a questa gara forte di due secondi posti stagionali conquistati nelle tappe svizzere di Coppa del Mondo tenutesi tra Davos (12 dicembre 2025) e Goms (23 gennaio 2026), ha mostrato immediatamente l’ottima confidenza con il percorso dolomitico, mettendo a referto il terzo miglior tempo nelle qualificazioni (5’49″10) ed assicurandosi senza patemi un pass per la finalissima a 15.
Si è deciso tutto all’interno di un’avvincente sesta ed ultima frazione, al termine della quale ad alzare le braccia al cielo è stata l’imbattibile Norvegia di Einar Hedegart e Johannes Hoesflot Klaebo (oro in 18’28″9), che ha preceduto alla linea di arrivo gli Stati Uniti di Ben Ogden e Gus Schumacher (argento con +1″4) e l’Italia (terza con +3″3). Commovente prestazione per Pellegrino che, fino agli ultimi metri del rettilineo finale, ha provato a insidiare senza successo la piazza d’onore occupata dal tandem a stelle e strisce, per poi proteggere la top-3 azzurra con le unghie e con i denti dal pericoloso attacco portato dalla Svizzera di Janik Riebli e Valerio Grond (quarta con +4″3).
