Roma, 7 feb. (askanews) – “I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano un unicum nella storia dei Giochi e un modello innovativo e coraggioso per gli eventi sportivi che verranno. È l’Olimpiade dei territori, basata su un approccio improntato alla sostenibilità e alla valorizzazione delle infrastrutture esistenti, che valorizzerà lo spirito e le bellezze italiane con eccellenze di ogni tipo. Infine Milano Cortina raggiungerà un traguardo storico anche in termini di equilibrio di genere: con il 47 per cento di atlete, saranno i Giochi Invernali più gender balanced di sempre”. Lo ha detto in una intervista a Milano Finanza il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò.
Dopo il grazie alle “circa 36 mila persone che hanno lavorato e stanno lavorando a Milano Cortina tra operai, hostess, testimonial e funzionari della fondazione” Malagò, rispondendo a Roberto Sommella di Milano Finanza: “È stata una corsa contro il tempo e non dimentichiamo che da quando è cominciata l’avventura noi abbiamo attraversato quattro governi, con interlocutori diversi e in più ci sono stati Covid e guerre. Di fatto abbiamo organizzato le Olimpiadi negli ultimi due anni e mezzo con un’accelerazione impressionante”.
Comunque – ha assicurato Malagò – “a livello economico ci saranno nell’immediato formidabili benefici per il Paese: ci sono studi di tre università che indicano valori tra 5,2 e 5,5 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 36.000 nuovi addetti”. E “i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano un modello innovativo: valorizzano territori diversi, riutilizzano impianti esistenti e coinvolgono comunità più ampie. È un progetto in linea con le indicazioni del Cio e con l’evoluzione che il movimento olimpico internazionale ritiene necessaria. La scelta di distribuire le competizioni tra più località permette di ottimizzare le risorse, ridurre l’impatto ambientale e mettere in luce eccellenze già presenti sul territorio. E offre all’Italia l’opportunità di raccontarsi attraverso molteplici identità e culture unite in un’unica grande narrazione”. Dopo le parole di Papa Leone XIV e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per una “tregua olimpica” il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, rispondendo a Milano Finanza, spiega: “Condivido le parole di gratitudine della presidente Coventry per il messaggio del Papa sulla tregua olimpica e condivido il pensiero di Mattarella. Le Olimpiadi cercano di unire le persone e dobbiamo continuare a credere nei nostri valori. I Giochi devono rappresentare un messaggio universale di dialogo. Nei giorni scorsi abbiamo inaugurato al Villaggio Olimpico di Milano il Murale della Tregua, che ha l’obiettivo di ricordare che lo sport può essere un veicolo di pace”.
Rispetto ai costi ed alle prospettive Malagò ha aggiunto: “Io sostengo una tesi: ci sono due Olimpiadi. La prima va dal 6 al 22 febbraio (Giochi Olimpici, ndr) e dal 6 al 15 marzo (Paralimpiadi, ndr). Poi comincia una seconda Olimpiade, legata al concetto di legacy e su cui abbiamo lavorato molto: progetti nelle scuole in tutta Italia, promozione dei valori olimpici, iniziative con gli sponsor e riqualificazione delle infrastrutture, che negli anni potranno accogliere manifestazioni sportive, concerti, grandi eventi. A Milano il Villaggio Olimpico sarà riconvertito in uno studentato ampliando l’offerta abitativa per i giovani e valorizzando un’area strategica della città. Anche la nuova arena di Santa Giulia e l’Ice Park di Fiera Milano Rho sono asset significativi: quest’ultimo diventerà un padiglione multifunzionale in grado di rafforzare il ruolo del capoluogo lombardo nel settore dei grandi eventi”.
Sul medagliere. “Esiste la missione di migliorare il numero formidabile di 17 medaglie ottenuto a Pechino 2022”. È deluso per l’esclusione dal board del Cio?, ha chiesto il quotidiano. “Accetto con serenità l’esito del voto. Ho sempre considerato i ruoli internazionali come un servizio al movimento sportivo, non come un traguardo personale. Ho ritenuto giusto candidarmi perché l’Italia non era più rappresentata, ma continuerò a lavorare con la stessa passione e lo stesso impegno di sempre, mettendo a disposizione esperienza, relazioni e senso delle istituzioni, come ho fatto in tutti questi anni”.
