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Modena, gli psicologi al lavoro per le ferite che non si vedono

Modena, 26 mag. (askanews) – C’è chi non riesce a dormire. C’è chi ha smesso di mangiare. C’è chi guarda una vetrina e si volta dall’altra parte. A Modena, l’auto piombata sui passanti in via Emilia Centro il 16 maggio ha lasciato ferite che non si vedono. Per questo l’azienda Usl ha riunito psicologi e cittadini in un incontro pubblico, “Quando la comunità viene ferita”. A spiegare quei sintomi, Dania Barbieri dell’unità di Psicologia ospedaliera: “Certamente paura, smarrimento, sensazione di irrealtà, perché è un evento che nessuno si sarebbe mai aspettato. Ci raccontano molti sintomi: difficoltà nell’addormentamento, nel mangiare, nella concentrazione, incubi notturni, difficoltà nella ripresa della vita quotidiana”.

Sono già una quarantina le persone che hanno chiamato il numero gratuito attivato dall’Ausl per chiedere un colloquio. “Molte di queste persone sono già state incontrate, altre hanno appuntamento nei prossimi giorni – racconta Cecilia Giuliani, psicologa del servizio di Psicologia clinica e di comunità -. La nostra attività è cambiata, abbiamo dato priorità a questi accessi, perché sappiamo che una buona risposta subito favorisce il processo di ripresa e previene la cronicizzazione, la strutturazione di un disturbo, che è quello che non vogliamo accada”.

L’incontro ha messo a fuoco anche un’altra ferita: quella della comunità intera. Per la vicesindaca con delega alla Sanità Francesca Maletti, la prima risposta è stata proprio quella collettiva. “Dobbiamo fare in modo che questo dramma ci insegni qualcosa – ricorda Maletti -. Non dobbiamo chiuderci in noi stessi, non dobbiamo usare delle nostre capacità per relegare in fondo alle nostre le nostre paure. Dobbiamo chiederci come istituzioni, ma anche come comunità, che cosa possiamo fare di più”.