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Mondiali, NYT: la squalifica dell’attaccante Usa Balogun annullata dopo una chiamata di Trump

Roma, 6 lug. (askanews) – La Fifa ha annullato prontamente la squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun dopo che il presidente Usa Donald Trump ha telefonato al numero uno del calcio mondiale Gianni Infantino per chiedergli di rivedere il cartellino rosso mostrato al giocatore nella partita degli Stati Uniti contro la Bosnia-Erzegovina. Lo sostiene il New York Times, citando quattro persone a conoscenza della conversazione.

Domenica la Fifa ha annunciato che Balogun potrà giocare lunedì contro il Belgio. Secondo il quotidiano, si tratta di una decisione molto insolita: sarebbe la prima volta dal 1962 che la Fifa consente a un calciatore espulso in una partita del Mondiale di scendere in campo nell’incontro successivo, quando avrebbe dovuto essere sospeso.

Balogun era stato espulso a metà del secondo tempo contro la Bosnia-Erzegovina, dopo aver aperto le marcature nella gara giocata a Santa Clara, in California. Nel contrasto con un avversario, il piede dell’attaccante era finito sulla caviglia del giocatore bosniaco. Dopo revisione video, l’arbitro aveva mostrato il cartellino rosso, che comportava automaticamente una giornata di squalifica.

Secondo il New York Times, poco dopo l’espulsione alti funzionari dell’amministrazione Trump, tra cui il segretario al Commercio Howard Lutnick e Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca sui Mondiali, hanno coinvolto avvocati per aiutare la federazione calcistica statunitense a tentare un ricorso, nonostante le regole Fifa limitino fortemente questo tipo di appelli.

I dirigenti statunitensi hanno sostenuto che il cartellino rosso fosse stato assegnato impropriamente, perché gli ufficiali di gara non avrebbero dovuto usare il replay al rallentatore per valutare l’intervento. L’uso del video è però una pratica comune e diversi giocatori sono stati espulsi dopo revisioni Var.

Il quotidiano riferisce anche che Scott Goodwin, manager di hedge fund e importante donatore della federazione statunitense, ha segnalato a funzionari dell’amministrazione accuse pubbliche contro l’arbitro brasiliano Raphael Claus, relative a presunti casi di partite truccate in Brasile attraverso cartellini rossi irregolari. Le autorità brasiliane e la Fifa non hanno trovato prove di illeciti da parte di Claus, ma Trump avrebbe sollevato quelle accuse nella telefonata con Infantino.

Domenica, dopo la riammissione di Balogun, Trump e Infantino si sarebbero parlati di nuovo. Il presidente statunitense avrebbe detto al numero uno della Fifa che la decisione era corretta. Trump ha poi chiamato anche l’allenatore degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, per augurargli buona fortuna in vista della partita contro il Belgio.

La federazione belga ha reagito con durezza, dicendosi “stupita dalla decisione della Fifa di dichiarare il giocatore squalificato degli Stati Uniti Folarin Balogun eleggibile per la partita Usa-Belgio”. La federazione ha aggiunto di stare “valutando tutte le possibili opzioni”.

La Fifa ha spiegato che, “in linea con l’articolo 27 del codice disciplinare”, l’esecuzione della squalifica è sospesa per un periodo probatorio di un anno. “Se Folarin Balogun commetterà un’altra infrazione di natura e gravità simili durante il periodo di prova, la sospensione sarà revocata e la sanzione applicata”, si legge nella nota. La Fifa non ha però spiegato perché non sia stata applicata la squalifica automatica normalmente prevista per i giocatori espulsi.

La decisione rischia di riaprire le polemiche sui rapporti tra Infantino e Trump. Il presidente della Fifa ha coltivato negli ultimi anni un rapporto stretto con il presidente statunitense e lo scorso anno l’organizzazione gli ha assegnato il Fifa Peace Prize, mentre Trump conduceva pubblicamente, senza successo, una campagna per ottenere il Nobel per la pace.

In precedenza altre fonti avevano segnalato l’anomalia del caso Balogun, mettendo in evidenza la soddisfazione espressa da Trump. Ma il NYT mette l’asticella più in alto, affermando che il presidente americano è direttamente intervenuto, chiamando il capo della Fifa.

Secondo il New York Times, il caso Balogun potrebbe ora creare un precedente per altre federazioni, che potrebbero chiedere la riammissione dei propri giocatori in situazioni analoghe. Il precedente più noto risale al 1962, quando il brasiliano Garrincha fu autorizzato a giocare la finale del Mondiale dopo l’intervento del governo brasiliano, nonostante fosse stato espulso in semifinale.