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Morti in piscina, Musumeci: disegno di legge bloccato dalle lobby, ora iter veloce

Catania, 18 lug. (askanews) – “Se da un anno il ddl” per la sicurezza delle piscine pubbliche e private “rimane fermo non è per distrazione ma perché molte volte gli interessi lobbistici e gli interessi di categoria frenano i preminenti interessi collettivi”. Lo ha detto il ministro per il Mare e la Protezione civile, Nello Musumeci, intervenendo a Catania all’evento Ecr dedicato al Mediterraneo.

“Mi risulta che in commissione la spinta di alcune associazioni e lobby economiche – ha sottolineato – portavano a escludere una parte delle piscine dall’osservanza delle norme restrittive, non è possibile” perché “nelle piscine domestiche si muore molto più di quanto accada nelle piscine pubbliche: il 37% degli incidenti mortali” in piscina “avviene nell’ambiente domestico”.

“Il diritto alla sicurezza e alla vita soprattutto di un minore è un diritto sacrosanto”, ha detto spiegando che ora ci sarà “un percorso veloce” con l’ok in commissione “entro fine mese”.

“In 4 anni – ha sottolineato Musumeci – sono morti 73 bambini nelle piscine in Italia, certamente la politica deve interrogarsi. Lo abbiamo fatto lo scorso anno e io personalmente ho voluto varare, dopo avere ascoltato i tecnici e gli operatori, un disegno di legge per mettere in sicurezza le piscine pubbliche e private”. Si tratta, ha aggiunto, di “un tema serissimo, viene difficile non dire che l’Europa sarà chiamata a dare indicazioni, anche se la materia rimane nelle competenze degli stati membri, non è escluso che arrivi una indicazione”. Alla fine il ministro ha fatto “una raccomandazione da genitore e da nonno” perché “va bene il salvagente, l’allarme, la barriera, il bocchettone anti-incidenti ma quando un bambino è in acqua non bisogna mai lasciarlo da solo. Occorre sempre la presenza dell’adulto, è fondamentale altrimenti difficilmente anche con tutte le migliori leggi del mondo riusciremo a scongiurare queste tragedie”.