HomeAskanewsMps, enti locali domani da Giorgetti: sul tavolo richiesta golden power

Mps, enti locali domani da Giorgetti: sul tavolo richiesta golden power

Firenze, 24 ago. (askanews) – Vigilia di vertice per il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena. Domani, 25 agosto, una delegazione delle istituzioni toscane incontrerà al ministero dell’Economia e delle finanze il ministro Giancarlo Giorgetti per chiedere al Governo di attivare uno scudo attraverso l’esercizio della Golden Power sulla banca senese. A giugno Intesa Sanpaolo aveva annunciato l’Opas da 30,6 miliardi in accordo con Unipol a cui Rocca Salimbeni ha risposto venerdì con una doppia Ops, su Banco Bpm e Banca Generali. L’incontro, rinviato dal 20 agosto per consentire lo svolgimento del cda di Mps, vedrà la partecipazione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della sindaca di Siena Nicoletta Fabio e della presidente della Provincia Agnese Carletti.

Nei documenti inviati al Mef, le istituzioni toscane chiedono al Governo “di valutare l’attivazione di tutti gli strumenti normativi e di salvaguardia istituzionale preposti, a partire dall’eventuale esercizio del Golden Power”, affinché Rocca Salimbeni non venga ridotta a preda finanziaria né smembrata, mantenendo il ruolo di player nazionale in crescita del sistema bancario. Una richiesta che si è rafforzata nelle ultime ore, in particolare dopo le due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali illustrate dall’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio: il territorio chiederà al Governo di far pesare il proprio ruolo prima di qualsiasi ulteriore passo nell’uscita dal capitale della banca, di cui il Mef detiene ancora una quota del 4,86%.

Alla vigilia dell’incontro, il presidente Eugenio Giani ha anticipato i toni dell’appuntamento: “Ritengo che domani sarà un incontro molto importante perché Giorgetti troverà una posizione ferma e forte da parte del contesto territoriale toscano”. Al centro del confronto, spiega Giani, ci sarà la richiesta di evitare qualsiasi ipotesi di smembramento della banca, “una realtà storica che dal 1472 rappresenta una realtà bancaria di rilievo internazionale”, attraverso “la divisione delle sue filiali o altre operazioni di frammentazione”. Il presidente della Regione ha inoltre sottolineato l’importanza della quota pubblica residua: “Chiederemo con forza che quel 4,86% rimanga allo Stato perché è in grado di orientare i processi verso i nostri obiettivi, che sono i lavoratori del Monte dei Paschi e la sua presenza e forza nella nostra regione”.

Sul fronte politico permangono divisioni. Il Partito democratico ha respinto le accuse di incoerenza mosse da Fratelli d’Italia: la politica, dicono i Dem, non deve scegliere vincitori e vinti nel risiko bancario, pur sostenendo che il Governo debba valutare attentamente le conseguenze delle diverse operazioni su risparmio, occupazione e credito ai territori. I democratici hanno inoltre respinto quella che definiscono una costruzione preventiva di un alibi da parte di Fratelli d’Italia sul futuro del Monte. Posizione critica anche da Futuro Nazionale, che per voce della referente provinciale Michela Guerrini e della consigliera comunale Maria Antonietta Campolo chiede chiarezza sugli assetti proprietari e di governance in caso di aggregazione con Banco Bpm, indicando come non negoziabili la permanenza della sede a Siena, la tutela dell’occupazione e la continuità del sostegno creditizio al territorio. Anche il Movimento 5 Stelle, tramite il coordinatore provinciale Alessandro Fanetti, aveva già chiesto all’esecutivo di valutare l’utilizzo della Golden Power.

Il Consiglio comunale di Siena a giugno ha approvato all’unanimità una richiesta di verifica delle condizioni per l’esercizio dei poteri speciali previsti dalla normativa, istanza già trasmessa dalla sindaca Fabio al Governo e alle autorità di vigilanza. Sempre domani, in agenda, il consiglio di amministrazione straordinario di Banco Bpm, chiamato a un primo esame dell’offerta pubblica di scambio lanciata da Mps, mentre Banca Generali aveva riunito il board già venerdì, a valle del quale aveva comunicato di aver preso atto dell’offerta che “non è stata sollecitata né preventivamente concordata”.