Milano, 10 feb. (askanews) – Il futuro assetto di Mediobanca, se rimarrà quotata o meno, si conoscerà solo il 27 febbraio quando Mps, in anticipo comunque rispetto alla scadenza fissata dalla Bce, presenterà al mercato i numeri del piano di aggregazione con Piazzetta Cuccia, di cui oggi detiene l’86,3%. L’attesa data della presentazione della business combination è stata comunicata ufficialmente oggi dal Monte con la diffusione dei risultati dell’esercizio 2025, chiuso con un utile netto in crescita del 17,7% a 2,75 miliardi e dividendi per 2,6 miliardi (0,86 euro per azione, in linea con quello dello scorso anno). L’utile di gruppo, considerando l’apporto nel quarto trimestre di Mediobanca e al lordo degli effetti economici dell’allocazione del prezzo di acquisto (PPA -321 mln), ammonta a 3,036 miliardi.
Nel corso della conference call con gli analisti, dopo i recenti rumors, l’Ad Luigi Lovaglio non si è sbilanciato sul possibile delisting di Mediobanca e in generale su come sarà la struttura del gruppo combinato, rimandando al Capital Market Day tra poco più di due settimane, anche se ha assicurato che l’obiettivo è la “piena” integrazione e il “massimo” sviluppo delle sinergie industriali annunciate con l’operazione. “Il cda non ha ancora preso tutte le decisioni definitive e quindi vi chiedo di avere pazienza e attendere la presentazione del piano il 27 febbraio”, ha risposto a chi gli chiedeva se Mps diventerà proprietaria del 100% di Mediobanca dopo le indiscrezioni sul delisting che hanno fatto salire il titolo in Borsa nelle ultime sedute. “Quello che posso dire è che ci stiamo concentrando sulla creazione di valore”, ha spiegato. “Il 27 febbraio sarà un appuntamento importante e avremo modo di rispondere a tutte le vostre domande – ha detto ancora, incalzato dagli analisti sui numeri del futuro del gruppo -. Il piano che presenteremo risponderà a tutte le vostre domande e sarà in linea coi nostri obiettivi e target”.
Mediobanca, ha anticipato però Mps, sarà una legal entity focalizzata sulle attività di Corporate & investment banking e Private banking di alta fascia. La struttura del gruppo sarà “pienamente allineata” al razionale industriale dell’offerta e orientata “alla massimizzazione della creazione di valore, mediante la valorizzazione delle competenze distintive”. Obiettivo: raggiungere la massima integrazione tra i due istituti, in linea con i requisiti relativi all’autorizzazione della Bce. Le sinergie industriali stimate di 700 milioni di euro sono confermate, “con un potenziale di ulteriore miglioramento”, ha assicurato Lovaglio. “Queste sinergie sono concrete e raggiungibili, non sono una promessa. Fino a questo momento l’esecuzione ha proseguito senza intoppi e i team stanno lavorando in maniera costruttiva”.
“Stiamo accelerando il processo di integrazione con Mediobanca, muovendoci verso un modello operativo specializzato, che valorizza il valore dei marchi, le capacità e i talenti di entrambe le organizzazioni”, ha assicurato agli analisti Lovaglio che punta ad arrivare al nuovo modello operativo entro la fine dell’anno.
