Milano, 28 gen. (askanews) – Cerca di far calmare le acque, Matteo Salvini, spera che il polverone sollevato dalle ultime mosse di Roberto Vannacci si abbassi un po’. Per arrivare all’incontro chiarificatore con un clima meno teso di quello degli ultimi giorni, con i continui strappi del generale e dei suoi uomini, ultimo il deposito del simbolo “Futuro Nazionale”.
Perfino Massimiliano Romeo, uno dei più critici verso la svolta sovranista, usa toni concilianti: “Ci sta che in un partito come la Lega ci sia una pluralità di voci. L’auspicio è che ci sia una ricomposizione di alcune incomprensioni, figlie anche di articoli di giornali che hanno soffiato sul fuoco. Il fatto che abbia presentato un simbolo può destare polemiche” ma “io sto a quel che ha detto lui” ovvero che “non ha intenzione di fondare un suo partito. Salvini poi ha detto che parlerà col generale”.
Più dura l’ala veneta del partito, che vede nella rottura di Vannacci una possibilità in più di tornare alla Lega dei territori: “Ha depositato il simbolo di un altro partito. Oltre ad essere incompatibile con lo statuto della Lega, ma lo è anche ‘Il mondo al contrario’, è soprattutto una questione di etica politica. Altri militanti sono stati buttati fuori per molto meno dal partito. O Vannacci fa subito chiarezza oppure non può certo viaggiare su due binari e l’espulsione dalla Lega, senza un passo indietro, è una soluzione inevitabile e ovvia”, dice Roberto Marcato.
Intanto Salvini per un giorno sparisce dai radar: “Ha lavorato in ufficio”, spiegano i suoi. Anche il generale è silenzioso. L’unico contenuto postato sui social è un video di un incontro pubblico in cui assicura: “Salvini e io non ci parliamo a mezzo stampa, se dobbiamo dirci qualcosa ci chiamiamo…”. E allora tutto rinviato all’incontro, tra venerdì e l’inizio della prossima settimana dicono gli uomini del generale. In un gioco di posizionamenti che vede il generale strappare e Salvini abbozzare: “Se dovrà essere rottura, dovrà essere Vannacci a farlo, non lo caccerà Salvini”, dice un parlamentare. Fatto sta che sul tema del contendere, ovvero la possibilità per i ‘vannacciani’ di entrare subito a pieno titolo nei ranghi leghisti, le distanze restano tali: “Se non ci viene riconosciuta agibilità politica – ribadiscono gli uomini del generale – sarà difficile trovare una soluzione”.
