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Netanyahu chiede ai leader mondiali di unirsi alla guerra: i missiliiraniani possono raggiungere l’Europa

Roma, 22 mar. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto ai leader mondiali di unirsi alla guerra lanciata contro l’Iran. “Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia. Hanno la capacità di raggiungere l’Europa in profondita”, ha detto il premier alla stampa durante la visita alla città di Arad, nel sud di Israele, colpita ieri da un attacco iraniano. “Stanno prendendo di mira tutti. Stanno bloccando una rotta marittima internazionale, una via energetica fondamentale, e stanno cercando di ricattare il mondo intero. È ora che i leader degli altri paesi si uniscano a noi”, ha aggiunto il premier, facendo riferimento allo Stretto di Hormuz.

Venerdì l’Iran ha lanciato due missili balistici a medio raggio contro la base americano-britannica di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, a circa 4.000 chilometri dal proprio territorio – come riporta il Wall Street Journal, citando fonti statunitensi – nessuno dei due vettori ha colpito l’obiettivo: uno avrebbe subito un guasto in volo, mentre l’altro sarebbe stato intercettato da un missile statunitense SM-3 lanciato da una nave da guerra.

L’episodio, che difficilmente avrebbe potuto portare a un impatto diretto sulla base Usa-Gb, ha un forte valore di avvertimento riguardo un possibile salto qualitativo nelle capacità missilistiche iraniane. Teheran ha finora dichiarato di usare una gittata massima di circa 2.000 chilometri, mentre questo attacco suggerirebbe un raggio operativo doppio. E il primo tentativo noto di colpire un obiettivo così distante, segnalando un ampliamento geografico del confronto oltre il Medio Oriente: 4.000 chilometri significa in teoria poter raggiungere l’Europa, compreso il Regno Unito.

Il Regno Unito ha formalizzato il permesso agli americani per utilizzare le basi per “operazioni difensive” volte a colpire “le capacità utilizzate per attaccare le navi nello Stretto di Hormuz”.

“Questi missili non erano destinati a colpire Israele. Berlino, Parigi e Roma rientrano tutte nel raggio diretto di minaccia”, ha commentato il capo di stato maggiore dell’IDF, Eyal Zamir, in un post su X dopo il lancio.