HomeAskanewsNetanyahu nega di aver ricevuto segnalazioni dall’Egitto sul 7 ottobre

Netanyahu nega di aver ricevuto segnalazioni dall’Egitto sul 7 ottobre

Roma, 28 set. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha oggi negato categoricamente di aver ricevuto segnalazioni dall’Egitto prima dell’invasione di Hamas del 7 ottobre e ha attribuito la responsabilità al capo dello Shin Bet dell’epoca per non aver trasmesso informazioni di intelligence cruciali.

“Nei mesi precedenti il 7 ottobre, il primo ministro Netanyahu non ha incontrato né parlato con Abbas Kamel, allora capo del Servizio di Intelligence Generale egiziano, e nessun funzionario dell’intelligence israeliana ha trasmesso al primo ministro un avvertimento egiziano”, ha scritto su X, dopo che sia il Wall Street Journal che The Atlantic hanno riportato che Kamel aveva comunicato avvertimenti a responsabili israeliani, inclusa una telefonata allo stesso Netanyahu.

Netanyahu ha detto che intende intentare una causa per diffamazione, senza però specificare contro chi. Il suo ufficio ha già minacciato di fare causa a diverse testate e giornalisti per una copertura mediatica sfavorevole, ritenuta diffamatoria.

Il premier israeliano ha aggiunto di non incontrare mai i capi dei servizi segreti stranieri senza la presenza delle loro controparti israeliane.

“I media di sinistra” stanno conducendo una campagna “per attribuire al primo ministro Netanyahu tutti i fallimenti e le colpe dell’allora direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, alla vigilia del 7 ottobre”, ha proseguito.Durante la notte del 7 ottobre, Bar, l’allora capo di Stato maggiore dell’Idf, generale Herzi Halevi e il capo dell’intelligence militare dell’Idf, generale Aharon Haliva, “hanno discusso di tutti i segnali di allarme”.

“Nonostante ciò, Ronen Bar decise di non chiamare e aggiornare il primo ministro, di non allertare le squadre di sicurezza civili e le forze dell’Idf sul campo, di non evacuare il festival Nova, limitandosi invece a inviare una piccola squadra d’élite antiterrorismo ‘Tequila’ (il che dimostra che era consapevole di un pericolo reale)”, ha proseguito ancora Netanyahu.

Il premier ha anche scritto che i Paesi arabi sono fra gli “Stati e attori stranieri ostili” che mirano a far cadere il suo governo per sostituirlo con un esecutivo guidato da Gadi Eisenkot, Yair Golan e Avigdor Liberman, “il quale si ritirerebbe da Gaza, Libano, Siria e Giudea e Samaria, istituendo uno Stato palestinese”. “E’ questo il nodo delle elezioni: o la destra, o la Palestina”, ha concluso.