Roma, 21 gen. (askanews) – La parola chiave nell’aula della Camera stamani è “litania” e lo diventa velocemente, inseguendo le parole che il ministro della Giustizia Carlo Nordio rivolge alle opposizioni durante le sue comunicazioni sulla riforma della Giustizia. Per il Guardasigilli l’accusa delle opposizioni di voler sottomettere il pm all’esecutivo, con la separazione delle carriere, è una “litania petulante davanti alla quale non vi è possibilità di replica”. In aula scatta la protesta e Nordio si difende, allargando le braccia: “Non trovo quale altro aggettivo possa essere usato quando veniamo ripetutamente accusati di voler sottoporre la magistratura al potere esecutivo, quando nel nostro articolo 104 è scritto che la magistratura costituisce un organo autonomo e indipendente”.
Non si sedano le tensioni ed interviene, nel tentativo di smorzarle, il presidente di turno dell’aula, Fabio Rampelli: “La parola litania è quella che ha disturbato? Poi andremo a studiarcela insieme, consultando il vocabolario della lingua italiana”, dice all’indirizzo dei banchi delle opposizioni. Proteste ma anche ironia. “Ministro, spoiler: sarà costretto ad ascoltare anche da me una ‘litania petulante'” ha detto la deputata M5s Vittoria Baldino ribadendo che “la giustizia ha bisogno di tante cose, risorse, organico, efficienza ma non di una magistratura che non sarà indipendente, occupatevi della giustizia e non di minare l’indipendenza della magistratura”. Chiude Giandonato La Salandra, deputato di Fratelli d’Italia: “Ministro dopo questa litania spero di strapparle un sorriso”.
