HomeVideoNewsObesità, da nuove terapie cure più efficaci e paziente al centro

Obesità, da nuove terapie cure più efficaci e paziente al centro

Palermo, 16 ott. (askanews) – L’evoluzione del trattamento terapeutico dell’obesità è stata al centro di “SIO WiP – Obesità Work in Progress”, il Congresso Nazionale della Società Italiana dell’Obesità che si è svolto a Palermo dove i massimi esperti italiani si sono confrontati sulle nuove frontiere scientifiche nella cura di questa patologia.

Proprio a margine dell’evento, Lilly, Azienda farmaceutica che da oltre 150 anni è impegnata in prima linea nella ricerca, ha incontrato la comunità scientifica e la stampa per fare il punto, insieme ad alcuni dei relatori del congresso, sulla propria pipeline nell’obesità e sui progressi compiuti grazie terapie a base di incretine, la classe di molecole che negli ultimi anni ha ampliato le possibilità di cura.

Le parole di Paolo Sbraccia, Professore Ordinario di Medicina Interna, Università di Roma Tor Vergata, Direttore della UOC di Medicina Interna e del Centro per la Cura dell’Obesità del Policlinico Tor Vergata: “Stiamo ancora vivendo una rivoluzione impensabile fino a poco tempo fa. Il primo farmaco agonista del GLP-1, è stato approvato in Italia nel 2015. Sono passati dieci anni e vi assicuro che è un tempo breve. Oggi siamo passati a terapie iniettive settimanali, la prima era giornaliera. A breve, avremo le prime terapie orali. Per altro, è di poco fa la notizia che il Comitato dell’Agenzia regolatoria europea (EMA) ha approvato una di queste due molecole, l’orforglipron, e l’approvazione finale arriverà certamente a breve. Questo consentirà poi alle varie nazioni, tra cui l’Italia, di commercializzarle. La terapia orale soddisfa molte esigenze dei pazienti: è semplice, pratica. La penna, benché con una iniezione settimanale, va conservata in frigo ma consente il trasporto. Per il paziente che per la prima volta si avvicina alla terapia dell’obesità l’idea dell’ago rappresenta qualcosa che deve essere superato. La compressa consente di essere utilizzata da pazienti che per la prima volta si avvicinano al trattamento dell’obesità e quindi, certamente, è importante che il trattamento precoce possa prevenire la progressione malattia che, lasciata a sé stessa, certamente c’è. Tutto questo rende migliore l’approccio terapeutico, l’aderenza dei pazienti e a noi medici dà uno strumento in più efficace, sicuro e benefico”

A trainare l’innovazione scientifica è tirzepatide, una molecola che sta acquisendo un ruolo sempre più importante nelle strategie terapeutiche rivolte alle persone con obesità.

L’intervista di Uberto Pagotto, Professore Ordinario di Endocrinologia, Alma Mater Università di Bologna e Direttore dell’UOC Endocrinologia e Prevenzione e Cura del Diabete del Policlinico S. Orsola IRCCS di Bologna: “La riduzione ponderale che è stata ottenuta dal tirzepatide è assolutamente straordinaria perché raggiunge livelli che non avevamo mai visto prima col trattamento farmacologico. E poi il trattamento farmacologico è vicino ormai al trattamento bariatrico: questa è la vera grande rivoluzione. Adesso, in qualche maniera, ci si aspetta che si possa cominciare ad affrontare il farmaco giusto per il paziente giusto e sicuramente tirzepatide si pone idealmente in una vasta gamma di pazienti affetti non solo dall’aumento di peso ma anche da una serie di correlati come ad esempio le osas, ovvero le apnee ostruttive, il fegato steatosico e la dislipidemia. E quindi, da questo punto di vista, possiamo immaginare un trattamento per moltissimi pazienti, non solo rivolto al calo ponderale ma anche a tutte le comorbilità associate all’obesità”.

Dai nuovi farmaci, dunque, arriva la risposta che chi soffre di questa malattia cronica e progressiva attendeva da tempo: la possibilità di terapie più efficaci ma soprattutto dosaggi personalizzati. Ed è proprio in questo scenario che si inserisce l’impegno di Lilly: l’Azienda oggi combina un portafoglio di terapie già disponibili con un programma di ricerca in continua espansione, con l’obiettivo di offrire alla classe medica italiana opzioni terapeutiche sempre più diversificate, in grado di rispondere ai bisogni di ogni singolo paziente.