Roma, 23 ott. (askanews) – La Germania, la Francia e almeno altri sei Paesi dell’Unione europea si oppongono alla proposta di definire il Canada un “membro associato” dell’Ue, avanzata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Lo riferisce Politico, citando sei diplomatici coinvolti nei negoziati e due funzionari europei, secondo i quali la questione rappresenta uno dei principali ostacoli alla definizione della dichiarazione congiunta che dovrebbe essere adottata al vertice Ue-Canada del 29 e 30 ottobre a Montreal.
Le obiezioni non riguardano l’obiettivo di rafforzare i rapporti con Ottawa, sul quale esiste un ampio consenso, ma la denominazione scelta da von der Leyen, che aveva presentato la proposta nel suo discorso sullo stato dell’Unione senza consultare preventivamente i governi nazionali, sorprendendo anche le autorità canadesi.
Secondo cinque diplomatici, la Germania è il Paese che insiste maggiormente per eliminare l’espressione dalla dichiarazione finale, mentre Francia, Italia e Belgio hanno manifestato perplessità. Il timore è che Bruxelles attribuisca una definizione istituzionale a un rapporto del quale non sono ancora stati stabiliti contenuti e implicazioni. “Abbiamo decisamente messo il carro davanti ai buoi”, ha commentato uno dei diplomatici, secondo cui l’Ue sta annunciando una nuova formula di partenariato prima di averne precisato il significato.
Anche Bernd Lange, presidente della commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, ha espresso riserve sull’espressione “membro associato”, che rischia di creare confusione con altre forme di cooperazione già previste dall’Unione, come gli accordi di associazione. La Commissione europea intende proseguire il confronto con le capitali più scettiche per individuare una formulazione condivisa. Un funzionario europeo ha sottolineato che non esistono divergenze sull’opportunità di approfondire la cooperazione economica, militare e istituzionale con il Canada. “Quello che conta è ciò che facciamo, non come lo chiamiamo”, ha affermato.
L’ipotesi di una membership associata punta a riconoscere al Canada uno status più stretto rispetto ai normali Paesi partner, senza prevedere un’adesione formale all’Ue, riservata dai trattati agli Stati europei. A differenza dei rapporti con Regno unito, Svizzera e Paesi dello Spazio economico europeo, il progetto non sarebbe incentrato sull’accesso al mercato unico o sulle quattro libertà fondamentali di circolazione.
Secondo Politico, dopo il vertice di Montreal dovrebbero essere avviati lavori su sei settori prioritari, con una prima verifica dei progressi dopo sei mesi e un bilancio complessivo al successivo vertice bilaterale, previsto tra un anno in Europa. Tra gli obiettivi figurano la piena partecipazione canadese ai programmi Horizon Europe ed Erasmus, la realizzazione di cavi sottomarini, la costituzione di scorte comuni di materie prime critiche e l’esplorazione di investimenti dei fondi pensione.
La proposta riflette anche la volontà del primo ministro canadese Mark Carney di ridurre la dipendenza economica dagli Stati uniti, accentuata dalle politiche tariffarie e dalle pressioni dell’amministrazione Trump. Per Bruxelles, un rapporto più stretto con Ottawa rientra invece nella strategia di diversificazione delle alleanze internazionali di fronte alle pressioni di Stati uniti, Cina e Russia.
I negoziati sulla dichiarazione congiunta restano aperti anche su altri punti. In particolare, l’Austria si oppone all’inserimento di riferimenti a una maggiore cooperazione nel settore nucleare, sostenuta invece da Francia, Romania, Slovacchia e altri Stati membri. Gli ambasciatori europei torneranno a discutere il documento lunedì, a pochi giorni dal vertice.

