6.9 C
Roma
sabato, 10 Gennaio, 2026
HomeAskanewsPapa Leone XIV condanna l’aborto: rifiuto categorico, nega l’accoglienza del dono della...

Papa Leone XIV condanna l’aborto: rifiuto categorico, nega l’accoglienza del dono della vita

Città del Vaticano, 9 gen. (askanews) – “La vita è un dono inestimabile che si sviluppa all’interno di un progetto di relazionalita basato sulla reciprocità e sul servizio. E alla luce di questa visione profonda della vita come dono da accudire, e della famiglia come sua custode responsabile, che si impone il rifiuto categorico di pratiche che negano o strumentalizzano l’origine della vita e il suo sviluppo. Tra queste, vi è l’aborto, che interrompe una vita nascente e nega l’accoglienza del dono della vita”. Così Papa Leone nel suo discorso oggi al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

“In tal senso, – ha poi subito aggiunto il pontefice – la Santa Sede esprime profonda preoccupazione in merito ai progetti volti a finanziare la mobilità transfrontaliera finalizzata all’accesso al cosiddetto ‘diritto all’aborto sicuro’ e ritiene deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie”.

“L’obiettivo primario – ha concluso il pontefice – deve rimanere la protezione di ogni nascituro e il supporto effettivo e concreto a ogni donna affinche possa accogliere la vita”.

“La vocazione all’amore e alla vita, che si manifesta in modo eminente nell’unione esclusiva e indissolubile tra la donna e l’uomo, impone un imperativo etico fondamentale: mettere le famiglie nelle condizioni di accogliere e prendersi cura pienamente della vita nascente. Ciò e quanto mai prioritario specialmente in quei Paesi che stanno vivendo un drammatico calo del tasso di natalità”, ha ricordato Papa Leone XIV in un passaggio del suo lungo discorso pronunciato in Vaticano nel corso dell’udienza concessa ai rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Ma, la maternità surrogata, “trasformando la gestazione in un servizio negoziabile, viola la dignità sia del bambino ridotto a ‘prodotto’, sia della madre, strumentalizzandone il corpo e il processo generativo e alterando il progetto di relazionalità originaria della famiglia”. Ad affermarlo è stato Papa Leone XIV in un passaggio del suo lungo discorso ai rappresentanti del Corpo diplomatico accreditati presso la Santa Sede, ricevuti stamane in Vaticano.

“Simili considerazioni – ha poi aggiunto Papa Prevost – possono essere estese ai malati e alle persone anziane e sole, che talvolta faticano a trovare una ragione per continuare a vivere. E’ compito anche della società civile e degli Stati – ha quindi concluso – rispondere concretamente alle situazioni di fragilità, offrendo soluzioni alla sofferenza umana, quali le cure palliative, e promuovendo politiche di autentica solidarieta, anzichè incoraggiare forme di illusoria compassione come l’eutanasia”.

Papa Leone XIV ha poi chiesto di abolire la pena capitale nel mondo e garantire ai detenuti condizioni di vita umane. Incontrando stamane in Vaticano i rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede ha ricordato loro che i detenuti, “non possono mai essere ridotti alla stregua dei crimini che hanno commesso”.

“In questa occasione, desidero esprimere viva riconoscenza a quei Governi che hanno risposto positivamente all’appello del mio venerato Predecessore in favore di gesti di clemenza nel corso dell’Anno giubilare, – ha detto Papa Prevost – esprimendo l’auspicio affinchè lo spirito del Giubileo ispiri in modo permanente e strutturale l’amministrazione della giustizia così che le pene siano proporzionate ai reati commessi, siano garantite condizioni dignitose ai reclusi, soprattutto ci si adoperi per l’abolizione della pena di morte, provvedimento che annienta ogni speranza di perdono e di rinnovamento”, ha detto. “Non possiamo poi dimenticare la sofferenza di tanti detenuti per motivi politici, presenti in molti Stati”, ha quindi voluto aggiungere il Pontefice.