Città del Vaticano, 22 apr. (askanews) – C’è una fame che oggi colpisce l’umanità ed è quella di speranza nel futuro. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV nel corso della sua omelia durante la messa che sta celebrando nella Basilica dell’Immacolata Concezione di Mongomo, in Guinea Equatoriale. “Oggi – ha detto Papa Prevost davanti a migliaia di fedeli raccolti nel luogo di culto e nella spianata antistante per partecipare con lui alla messa – è la fame più grande: c’è fame di futuro, ma di un futuro che sia abitato dalla speranza, che possa generare una nuova giustizia, che possa portare frutti di pace e di fraternità”. In questo senso il pontefice ha parlato di un futuro non “ignoto, che dobbiamo attendere in modo passivo, ma di un avvenire che proprio noi, con la grazia di Dio, siamo chiamati a costruire. “Il futuro della Guinea passa attraverso le vostre scelte; è affidato al vostro senso di responsabilità e all’impegno condiviso per custodire la vita e la dignità di ogni persona”, ha poi detto rivolgendosi alla chiesa del paese africano. “È necessario, perciò, – ha concluso – che tutti i battezzati si sentano coinvolti nell’opera di evangelizzazione, diventino apostoli di carità e testimoni di una nuova umanità”.
Lavorare instancabilmente per il bene comune per superare ogni diseguaglianza e crescere nella libertà, ha chiesto Papa Leone nella sua omelia nella Basilica dell’Immacolata Concezione di Mongomo. “Si tratta – è stata la sua esortazione – di prendere parte, con la luce e la forza del Vangelo, allo sviluppo integrale di questa terra, al suo rinnovamento, alla sua trasformazione. Tante sono le ricchezze naturali di cui il Creatore vi ha dotato: vi esorto a cooperare affinché possano essere una benedizione per tutti”. Il Papa ha infine pregato perché, ha detto, “il Signore vi aiuti a diventare sempre più una società in cui ciascuno, secondo le diverse responsabilità, opera al servizio del bene comune e non degli interessi particolari, superando le disuguaglianze tra privilegiati e svantaggiati”. “Crescano spazi di libertà, sia sempre salvaguardata la dignità della persona umana”, è stata la richiesta di Papa Leone che ha detto di pensare in particolare “ai più poveri, alle famiglie in difficoltà; penso ai carcerati, spesso costretti a vivere in condizioni igieniche e sanitarie preoccupanti”.
