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lunedì, 26 Gennaio, 2026
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Pd, campagna non solo su giustizia. Riformisti chiedono direzione

Roma, 26 gen. (askanews) – I prossimi mesi, per il Pd, non saranno solo di campagna referendaria, i democratici non parleranno solo di giustizia ma batteranno anche sui temi economici e sociali. La linea è quella che Elly Schlein aveva già spiegato all’assemblea dei parlamentari in autunno e che è stata ribadita anche durante la segreteria della scorsa settimana: il Pd è schierato nettamente per il no al referendum, ma la leader democratica è convinta da tempo che Giorgia Meloni userà la campagna sulla separazione delle carriere per ‘parlare d’altro’ ed evitare i temi economici, sui quali fatica come ha dimostrato anche durante la conferenza stampa di inizio gennaio.

La ‘campagna d’ascolto’ del Pd, che parte ufficialmente da Milano e da Napoli il prossimo fine settimana nasce proprio con questo obiettivo, allargare il dibattito delle prossime settimane alle questioni che la premier vuole evitare: il lavoro povero, le tasse, il caro-energia, le pensioni. A Milano sarà Gianni Cuperlo a condurre la due giorni di confronto, a Napoli sarà Stefano Bonaccini, ormai ufficialmente in maggioranza, a rivendicare il profilo dei ‘riformisti di governo’ insieme ad una nutrita pattuglia di amministratori Pd, da Eugenio Giani a Antonio Decaro, fino a Michele De Pascale.

La linea sul referendum è chiara, anche oggi il profilo Instagram del Pd ha pubblicato un post netto: “Lo ammette anche lo stesso ministro Nordio: questa riforma è inutile per i cittadini. Il 22 e il 23 marzo vota no!”. E Debora Serracchiani dice “no a un’idea di Stato che indebolisce i contrappesi, svuota le tutele e mette a rischio le libertà fondamentali”.

Ma, appunto, la leader Pd non intende fare alla Meloni il favore di parlare solo di questo. La Schlein vuole stare sui problemi quotidiani e domani sarà nelle zone colpite dal maltempo la scorsa settimana.

Francesco Boccia attacca sul Pnrr: “Il Mezzogiorno doveva essere il cuore del Pnrr. Questo governo lo ha trasformato in una periferia amministrativa”. E il capogruppo al Senato incalza il governo anche sull’ex Ilva.

Antonio Misiani rilancia l’allarme degli industriali: “I dati diffusi oggi dal centro studi Confindustria restituiscono un quadro preoccupante: l’economia italiana è quasi ferma proprio nella fase in cui il Pnrr dovrebbe esprimere il massimo della sua capacità di spinta”. Chiara Braga, poi, alza la voce sulle pensioni: “Quello che ha fatto il governo sulle pensioni è il più alto tradimento consumato a scapito degli elettori”. E sulle pensioni arriva anche la mozione unitaria di Pd-M5s-Avs.

Una strategia sulla quale, però, la minoranza vorrebbe un confronto, a cominciare dal referendum. I riformisti chiedevano una direzione già lo scorso novembre, ma tutto era stato rimandato all’inizio del nuovo anno. A dicembre si è tenuta l’assemblea, dove però – lamentano – non si è svolto un vero dibattito sulle questioni centrali dell’agenda politica.

Stamattina è stato Graziano Delrio sulla Stampa a lamentare la mancata convocazione della direzione su temi politici da quasi un anno, nel pomeriggio si è fatto sentire Filippo Sensi: “Da un anno il mio partito non si riunisce in una direzione ‘politica’. Con quello che sta succedendo nel mondo, in Europa, Italia, credo ci sia bisogno di confronto. È tempo”. Qualcuno, nelle chat della minoranza, ha ipotizzato anche una raccolta di firme per chiedere la convocazione della direzione.