Roma, 27 gen. (askanews) – “Ottima la decisione del Parlamento francese che rompe gli indugi e promuove, come già l’Australia e Danimarca, un intervento concreto e regolativo a favore delle nuove generazioni. Un limite reale a applicabile, non come quello italiano, legato alla privacy, che nessuno rispetta”: è il commento di Daniele Novara, pedagogista, autore di best seller e direttore del CPP, sulla probabile approvazione, in Francia, di una legge che vieta l’utilizzo dei social agli under 15.
“Questo è un segnale forte anche per l’Italia che sembra invece incapace di prendere una decisione, nonostante l’intervento dei pediatri e la grande raccolta di firme (con ormai 110.000 adesioni) realizzata dal sottoscritto con Alberto Pellai nella quale chiediamo lo stop dei cellulari fino a 14 anni e dei social fino a 16”, ha aggiunto.
“Oltralpe inizia finalmente un’inversione di tendenza. Ormai è sempre più chiaro come social si basino su logiche di marketing, di business e, in secondo luogo, siano anche veicolo di messaggi pericolosi e nefasti. L’Europa deve fare attenzione e guardarsi da congegni che creano un controllo sulle persone e sulle opinioni pubbliche”, ha sottolineato.
“Tornando però sul lato pedagogico, finalmente ci si rende conto che la retorica dei nativi digitali inizia a essere superata da una visione più realistica e più tutelante nei confronti delle nuove generazioni. Quando un ragazzo di 13 o 14 anni passa otto ore davanti a smartphone e social, la sua vita è compromessa, la speranza si affievolisce, le risorse si spengono. A partire dagli esiti scolastici immancabilmente disastrosi”, ha ricordato.
“Non abbiamo bisogno che questi dispositivi rovinino i bambini e ragazzi, abbiamo bisogno che in Italia la politica finalmente si svegli”, ha esortato il pedagogista invitando “Parlamento, Governo e istituzioni, per favore, a dare un segnale.
“Il mio è un appello: l’Europa e l’Australia hanno preso decisioni non solo giuste ma necessarie e anche in Italia l’opinione pubblica è favorevole a introdurre limitazioni. Cosa state aspettando?”, ha concluso.
