11.7 C
Roma
mercoledì, 4 Febbraio, 2026
HomeAskanewsPer Salvini "capitolo chiuso" ma Vannacci contrattacca: è lui incoerente

Per Salvini "capitolo chiuso" ma Vannacci contrattacca: è lui incoerente

Milano, 4 feb. (askanews) – “Finito, capitolo chiuso. Ho altro a cui pensare, per fortuna”. Matteo Salvini prova ad archiviare il prima possibile l’addio di Roberto Vannacci, ma l’ex vice segretario della Lega tiene alto il livello dello scontro e alla prima uscita pubblica dopo lo strappo respinge tutte le accuse. E in particolare quella che fa più male, il “tradimento” per la “poltrona”: “Lealtà non è obbedienza cieca”, dice Vannacci, che difende la scelta di non dimettersi da eurodeputato come chiedono i leghisti: “Non conoscono la Costituzione, il mandato è in capo all’eletto, non in capo al partito”. Ma soprattutto, Vannacci ribalta l’accusa di incoerenza: “Io sono rimasto fedele ai miei principi, ai miei valori e a tutto quello che ho rappresentato dall’inizio, ancora prima della mia vita politica. È la Lega che dice stop alle armi a Kiev ma poi vota il decreto, che dice no al Mercosur ma sta in un governo che lo promuove, che prometteva di abolire la Fornero e poi taglia le pensioni”.

Insomma, Vannacci dà battaglia e tra un evento a Modena e una intervista a Retequattro continua a proporsi come “la destra vera: non estrema ma forte, convinta, determinata che non ha vergogna di dirlo con orgoglio e fierezza. Ed è chiaro che si presenta come interlocutore dei partiti di destra e centrodestra”. E più che Fini, l’ex generale dice di sentirsi “come Meloni quando lasciò il Pdl”. E i primi sondaggi “non sono niente male…”.

In via Bellerio, in una sorta di training autogeno, i leghisti provano a convincersi quella di Vannacci sarà solo una fiammata: “Alle prossime politiche manca tantissimo, ora vivrà di notorietà ancora per qualche settimana, ma poi dovrà riempire la sua proposta di qualche contenuto. Se è in grado”. Ancora: “Ha commesso un errore a strappare adesso, prima che sia stata definita la soglia di sbarramento della legge elettorale”, aggiunge un altro deputato. Nè i leghisti sono preoccupati per eventuali uscite: “Usciranno Ziello e Sasso, probabilmente settimana prossima quando si voterà il decreto Ucraina alla Camera. Forse Furgiuele li seguirà. Ma poi basta, non uscirà nessun altro”.

Oltre allo scontro con Vannacci, nella Lega si deve gestire anche l’equilibrio interno. I più critici dell’operazione Vannacci per ora non affondano il colpo. Per Luca Zaia l’uscita di Vannacci non mette in discussione la segreteria di Salvini “No. È stato un investimento sbagliato, si gira pagina e si va avanti”. Però ora ci si aspetta qualche cambio nei toni della comunicazione leghista: “La sua è l’idea di una destra liberticida, di certo noi non siamo d’accordo. La nostra è una destra liberale”. Ma questo non significa che sarà l’ex governatore del Veneto a prendere il posto di Vannacci come vice segretario. E non per una scelta politica, ma per lo statuto del Carroccio, che prevede 4 vicesegretari scelti dal segretario tra i soci ordinari militanti appartenenti a 4 articolazioni territoriali regionali diverse: di conseguenza, l’unico modo per nominare Zaia sarebbero le dimissioni di Alberto Stefani, l’attuale vice segretario espresso dal Veneto. In linea teorica a prendere il posto di Vannacci potrebbe invece essere Massimiliano Fedriga.

Ma sul fatto che la Lega cambi linea, i salviniani sono dubbiosi: “Forse c’era un problema nei toni usati da Vannacci, ma ormai quelli appartengono al passato. Per il resto, sui punti concreti cos’è che Zaia vorrebbe? Sull’eutanasia abbiamo sempre lasciato libertà di coscienza, e a nessuno è stato mai imepdito di parlare di Nord o di difendere i propri territori, anzi”.