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Perché a Belfast è scattata la caccia allo straniero

Roma, 10 giu. (askanews) – Violenti scontri sono scoppiati a Belfast, in Irlanda del Nord, ieri sera durante delle manifestazioni anti-immigrazione organizzate per protestare contro un accoltellamento attribuito a un rifugiato sudanese. Immagini di un autobus e di auto incendiati, oltre a diverse case in fiamme hanno fatto il giro del mondo. Il sospetto, Hadi Alodid, 30 anni, secondo la stampa britannica, è stato posto in custodia cautelare per quattro settimane questa mattina dal tribunale di Belfast dopo essere stato accusato di tentato omicidio ai danni di Stephen Ogilvie, circa 40 anni, di minacce di morte a un tecnico di radiologia del servizio sanitario nazionale (Nhs) e possesso di un coltello, secondo Press Association. Secondo quanto riferito dai media britannici, la vittima ha perso un occhio a seguito dell’accoltellamento e presenta diverse ferite sulla testa.

La polizia nordirlandese e le autorità britanniche avevano ripetutamente lanciato appelli alla calma durante la giornata, temendo disordini dopo che un video dell’attacco con il coltello, diffuso dall’estrema destra, aveva sconvolto la nazione. Figure dell’estrema destra, come l’attivista Tommy Robinson, avevano lanciato appelli alle proteste sui social. La polizia ha escluso al momento l’ipotesi di terrorismo, sebbene il movente dell’attacco rimanga ancora poco chiaro. Il video ha suscitato indignazione in tutto il Paese e una condanna unanime da parte della classe politica britannica. Il primo ministro Keir Starmer ha definito l’attacco “ripugnante” su X e ha condannato gli appelli lanciati online a scendere in piazza.

Richard Tice, vice leader di Reform UK, partito di estrema destra in forte ascesa guidato da Nigel Farage che ha fatto della lotta all’immigrazione il suo cavallo di battaglia, ha organizzato questa mattina una conferenza stampa in cui ha annunciato una “giornata di azione nazionale” il 4 luglio. Tice si è infuriato quando un giornalista gli ha chiesto se i disordini di Belfast potessero essere collegati all’incitamento di Nigel Farage, che la settimana precedente aveva esortato la gente a reagire con “pura e fredda rabbia” all’omicidio di Henry Nowak, il 18enne inglese accoltellato da un immigrato che dichiarò falsamente di aver subito un attacco a sfondo razziale da parte della vittima che praticamente in fin di vita fu assurdamente ammanettata dalla polizia. Farage per ha pronunciato quelle parole martedì mattina della scorsa settimana. Quella stessa notte, una protesta a Southampton era degenerata in violenza.