HomeVideoNewsPetaluma, la "città ideale" americana tra cinema e riuso

Petaluma, la “città ideale” americana tra cinema e riuso

Milano, 21 set. (askanews) – Da “Peggy Sue si è sposata” ad “American Graffiti”, fino all’immaginario domestico dei Peanuts, Petaluma sembra incarnare una certa idea della tipica città americana: strade ordinate, edifici storici, quartieri riconoscibili e una vita comunitaria ancora visibile.

Situata nella contea di Sonoma, a nord di San Francisco, la cittadina conserva un centro storico di 96 edifici riconosciuti come parte dell’Historic Commercial District, inserito nel National Register of Historic Places. Ma Petaluma non è soltanto un set cinematografico. È anche una comunità nella quale il senso civico passa attraverso gesti quotidiani, come un mercatino svuota-casa.

“Liberarsi degli oggetti serve a fare spazio a cose nuove”, racconta una residente impegnata nella vendita. “Preferisco che qualcuno li porti a casa invece di vederli finire nella spazzatura. Molte cose hanno un valore sentimentale e non dovrebbero essere sprecate. Inoltre, questi mercatini aiutano a creare una comunità: incontri i vicini, conosci nuove persone e a volte ritornano anche clienti di anni prima”.

Il riuso, qui, non viene presentato soltanto come una scelta ecologica o economica. È una forma semplice di responsabilità collettiva: ciò che non serve più a una persona può diventare utile per qualcun’altra. La vendita di mobili, dischi, vestiti e oggetti domestici prolunga la vita delle cose e, nello stesso tempo, produce relazioni.

La stessa idea di continuità attraversa la storia cinematografica di Petaluma. George Lucas vi girò gran parte di “American Graffiti”, mentre Francis Ford Coppola utilizzò le sue strade e le sue architetture vittoriane per “Peggy Sue Got Married”. Una città conservata nel tempo, dunque, ma non immobile: capace di trasformare il passato in memoria, il superfluo in risorsa e il vicinato in comunità.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews