Roma, 23 ago. (askanews) – “I nemici immaginavano che, con le loro pressioni e le loro azioni, l’Iran sarebbe crollato. Non solo questo non è accaduto, ma la forza e l’unità della nazione iraniana hanno stupito il mondo”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian intervenendo a una cerimonia per il rinnovo della fedeltà agli ideali del fondatore della Repubblica islamica.
L’Iran sta affrontando una “guerra economica, militare e di sicurezza su vasta scala”, ha aggiunto Pezeshkian secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Mehr.
Il presidente iraniano si è soffermato sulle difficoltà affrontate dal governo, tra guerra, sanzioni, pressioni e continui assassinii, insieme ai gravi squilibri nei settori dell’acqua, dell’elettricità, del gas, dei carburanti, dell’ambiente e del sistema bancario.
In questo contesto, ha sottolineato Pezeshkian, “il nostro caro popolo ha davvero compiuto un miracolo. Naturalmente, ci vergogniamo di fronte al popolo del fatto che esistano ancora dei problemi. Ma finché avremo fiato nei nostri corpi, serviremo il nostro caro popolo, lavoreremo per migliorare le sue condizioni di vita e il suo benessere e supereremo queste crisi con forza”. Il Memorandum d’Intesa (MoU) con gli Stati Uniti rappresenta il modo migliore per consentire all’Iran di uscire da una situazione di “né guerra né pace”, ha affermato il presidente della repubblica islamica, Masoud Pezeshkian.
In un discorso pubblicato nelle prime ore del mattino dall’agenzia di stampa statale Irna, Pezeshkian ha affermato che i membri del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano ritenevano che il MoU rappresentasse il miglior accordo possibile, basato su quelli che ha definito dignità, saggezza e interesse nazionale.
“Non c’è una sola disposizione in questo accordo che equivalga a una capitolazione”, ha dichiarato Pezeshkian, “La Guida suprema stabilisce le politiche e noi seguiremo quella strada”.
L’accordo, noto come Memorandum d’intesa (MoU) e firmato a giugno dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, fissava un ambizioso termine di 60 giorni per mettere fine alla guerra con l’Iran e raggiungere un’intesa sul suo programma nucleare. Quel periodo è scaduto la scorsa settimana, ma le due parti rimangono molto distanti, senza segnali di compromesso sulla questione cruciale della riapertura dello Stretto di Hormuz, fondamentale per il traffico marittimo mondiale.
Pur sottolineando che Teheran non intende cedere di fronte ai suoi avversari, Pezeshkian ha collegato l’accordo alle prospettive economiche dell’Iran, affermando che il Paese non è in grado di attirare investimenti in questa fase di stallo.
“Il capitale e il denaro sono estremamente sensibili al rischio”, ha affermato, “Dobbiamo eliminare questo rischio dal Paese”. L’economia iraniana sta soffrendo a causa delle sanzioni e di un blocco navale che rende estremamente difficile per il Paese esportare petrolio, il suo prodotto di maggior valore.
