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mercoledì, 4 Febbraio, 2026
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Piantedosi al Senato ha ribadito che serve il fermo preventivo

Roma, 4 feb. (askanews) – “L’ultima riflessione emersa nel dibattito è forse la più rilevante e rappresenta uno spunto per fare di più e meglio. Ha preso la forma di una domanda: perché non si riesce a fermare preventivamente chi ha precedenti per violenze? Ed ancora: come si può impedire a un teppista di infiltrarsi tra manifestanti pacifici e rovinare una mobilitazione legittima? Ebbene: questo è un obiettivo che il Governo condivide pienamente. Tutti abbiamo interesse a impedire il più possibile che pochi violenti trasformino una manifestazione in un pretesto per il caos, facendo sì che nei giorni successivi si parli solo degli scontri e non delle ragioni per cui tanti cittadini erano scesi in piazza. Ma per fermare preventivamente chi è determinato a creare disordini, le forze dell’ordine hanno bisogno di strumenti giuridici chiari”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nelle comunicazioni al Senato sulla manifestazione di Torino in favore del centro sociale Askatasuna ed i disordini che ne sono seguiti.

“Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo. Il Governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso”, ha detto ancora il responsabile del Viminale.

Insomma “è arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione – ha aggiunto – da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere invece del tutto pacifiche e legittime, nell’interesse di chi le organizza e le partecipa”.