Roma, 21 gen. (askanews) – “Stiamo procedendo con questa nuova tornata di interventi normativi” contro la criminalità giovanile “un po’ perché è nella prassi di qualsiasi legislatura di qualsiasi governo tenere aggiornato il catalogo normativo secondo i fatti che in qualche modo emergono nella quotidianità”, ma “questo non vuol dire che siamo in un’emergenza”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi intervenendo alla Scuola superiore di Polizia all’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026.
“Ora tutta la discussione – ha spiegato – si concentra sull’utilizzo dei coltelli, soprattutto da parte dei giovani, che è un problema testimoniato non solo dalla gravità di alcuni accadimenti recenti, ma è un problema in sé, e abbiamo diffuso dei dati che dimostrano che anche dal punto di vista della fattispecie delle morti conseguenti a violenze perpetrate con coltelli c’è un trend discendente. Ciò nonostante c’è questo allarme, perché probabilmente non è solo l’evento poi drammatico, l’evento l’evento-reato che ci deve condizionare e preoccupare, ma anche il registrare all’interno delle scuole il sistematico comportamento di portare dietro dei coltelli, soprattutto dei ragazzi giovani”.
“Ci siamo mossi su questo non in una logica emergenziale. Il fatto di essere sempre pronti, come Viminale, ad offrire nella discussione interministeriale pacchetti di norma che all’occasione possono essere oggetto di valutazione per la loro proposizione è dovuto al fatto che esistono uffici che permanentemente lavorano l’aggiornamento del catalogo possibile di nuovi interventi normativi che si possono fare a secondo dei problemi che si manifestano, anche nell’applicazione di norme precedenti”, ha concluso il titolare del Viminale.
