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venerdì, Aprile 4, 2025
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Politica italiana balbettante? Il Pd non aiuta

Il riarmo dell’Europa è necessario. Del resto, la Pace di “Vladimir Trump e Donald Putin” è un cinico imbroglio che si fonda sulla pretesa di una nuova spartizione del Mondo.

L’involuzione dello scenario internazionale ci sta rubando brandelli fondamentali di futuro.

La Democrazia, che – in tutte le sue forme e le sue declinazioni – regredisce nel Mondo come esperienza concreta e declina, come valore popolare, anche in Occidente e in Europa.

Le prospettive di sviluppo economico, che la guerra commerciale – col suo folle ritorno al protezionismo nazionalista – mette seriamente a rischio.

L’impegno globale per far fronte ai cambiamenti climatici, con il negazionismo al potere oggi in America e non solo.

Le aspettative dei giovani di poter vivere in un Mondo aperto e fondato sullo scambio di esperienze.

La ricerca di nuove conoscenze che non siano solo quelle delle big company dei pochi monopolisti. La guerra alle Università e alla Scienza dichiarata da Trump è un segnale drammatico e l’Europa dovrebbe rispondere con progetti straordinari di attrazione di docenti, ricercatori e studenti sempre più a disagio in “questa” America.

Ma la cosa più preziosa che Trump, Putin e i loro sostenitori espliciti ed impliciti ci stanno rubando é il senso stesso della parola “Pace”.

Non c’è parola eticamente e politicamente più importante, ma i due Zar la immiseriscono in modo volgare e subdolo.

La Pace di “Vladimir Trump e Donald Putin” è un cinico imbroglio, che durerà lo spazio di un mattino e che si fonda sulla pretesa di una nuova spartizione del Mondo.

Una spartizione che si basa non più – come a Yalta dopo la sconfitta di Hitler – su un compromesso tra le diverse visioni ideologiche di quel tempo ormai passato, ma sulla sconfitta dell’idea di un Mondo multipolare e sul superamento della Democrazia.

L’Europa è uno dei terreni di questa spartizione. L’Ucraina è solo l’inizio. Lo sappiamo bene, ma non tutti e non sempre abbiamo il coraggio di tirarne le conseguenze. Chi contesta il progetto della Commissione in tema di potenziamento della Difesa Europea – avanzato ovviamente nelle forme giuridiche oggi possibili e certamente perfettibile, ma orientato all’idea degasperiana della CED dei primi anni cinquanta – lo fa in base allo slogan: “vogliamo la pace, non il riarmo”.

Lo dicono all’unisono Matteo Salvini e Giuseppe Conte, non a caso ancora allineati, come al tempo del loro Governo del 2018/2019: altro che “campo largo”.

Anche Putin dice che vuole la Pace, mentre continua a bombardare le città ucraine (le infrastrutture energetiche adesso forse no, perché gli è stato promesso che tra poco ne potrá acquisire il controllo totale) e vara nuovi dispositivi militari.

“Vogliamo la Pace, non il riarmo”: sarebbe giusto gridarlo, se la Pace oggi spacciata come tale dai due Zar non fosse esattamente il contrario della Pace vera. Quella che si fonda sulla Libertà, soprattutto dei deboli; sul Diritto Internazionale; sulla Giustizia; su un rapporto non neo-colonialista con il Sud del Mondo; sul contrasto e non sulle alleanze con i regimi liberticidi ed illiberali.

La politica italiana appare confusa e balbettante. Innanzitutto nella maggioranza – cosa grave per un Paese Fondatore dell’UE – ma non solo, purtroppo. Nonostante l’accorata esortazione di Romano Prodi e di molti altri, nel Pd non si vede una posizione netta e precisa, addirittura rispetto alla strampalata ed equivoca manifestazione grillina di domani.

Per fortuna, come spesso avviene, si leva la voce autorevole di un vero statista: il Presidente Mattarella. È ancora una volta attorno al suo Magistero che occorrerebbe stringersi, al di là delle contingenti faziosità partitiche, per ritrovare il senso di un percorso democratico ed europeista.