Roma, 20 gen. (askanews) – Mentre l’Europa cerca di ricompattarsi di fronte alle pressioni del presidente degli Stati uniti Donald Trump sulla Groenlandia, i rapporti tra Francia e Germania attraversano una fase di forte tensione che rischia di indebolire il tradizionale asse franco-tedesco, spesso definito il motore dell’Unione europea. Lo scrive oggi Politico.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato l’intenzione di costruire nei prossimi giorni una posizione comune con il presidente francese Emmanuel Macron per ottenere un risultato negoziale con Trump. Un obiettivo che, tuttavia, arriva dopo mesi di frustrazioni reciproche, diffidenze e contrasti politici.
Da Parigi cresce la preoccupazione per una Germania sempre più assertiva, che tende a presentarsi come il principale attore politico e militare europeo. Berlino, dal canto suo, è irritata da una serie di dossier irrisolti con la Francia, dal programma congiunto per il nuovo caccia militare alle divergenze sull’accordo commerciale Ue-Mercosur, fino allo scontro sull’uso degli asset russi congelati per finanziare l’assistenza all’Ucraina.
Le differenze sono emerse con chiarezza anche nella risposta alla minaccia di Trump di imporre dazi ai Paesi europei contrari a una presa di controllo americana della Groenlandia. Macron ha invocato una reazione dura, facendo riferimento agli strumenti commerciali dell’Ue, mentre Merz ha adottato toni più concilianti, puntando sul dialogo con Washington. Lo stesso cancelliere ha ammesso pubblicamente che la Francia avrebbe voluto reagire in modo più aggressivo rispetto alla Germania. Un ulteriore elemento di frizione è rappresentato dalle divisioni interne alla coalizione di governo tedesca, che rendono difficile per Berlino parlare con una sola voce. Diplomatici europei segnalano posizioni contrastanti tra i ministri tedeschi sull’eventuale utilizzo dello strumento anti-coercizione commerciale dell’Ue, sostenuto da Macron.
Secondo funzionari comunitari, negli ultimi sei mesi il motore franco-tedesco non avrebbe prodotto risultati concreti. La sensazione a Parigi è che Berlino stia assumendo un ruolo politico più marcato, mentre in Germania cresce l’idea che la Francia non sia in grado di sostenere con fatti le proprie ambizioni europee, in particolare sul sostegno all’Ucraina e sull’apertura a nuovi partenariati commerciali.
A pesare sui rapporti bilaterali contribuiscono anche il rafforzamento militare tedesco, destinato a superare quello francese, e le incertezze politiche interne a Parigi, con l’ombra dell’ascesa del Rassemblement National in vista delle prossime elezioni presidenziali. Un contesto che rende più complesso per Francia e Germania presentarsi unite di fronte alle sfide poste dall’amministrazione Trump.
