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Premio Nobel per la Fisica al belga Francis Halzen

Roma, 6 ott. (askanews) – Il Comitato per il Premio Nobel ha assegnato il riconoscimento per la fisica al belga Francis Halzen, “per i contributi decisivi all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica”.
Halzen ha gettato le basi per un tipo di astronomia completamente nuovo: la sua idea consisteva nell’utilizzare il ghiaccio glaciale del Polo Sud per catturare quelle particelle sfuggenti note come neutrini. Il risultato è stato l’IceCube Neutrino Observatory, in grado di tracciare i neutrini provenienti dal cosmo profondo.

Cresciuto in Belgio, Halzen si è avvicinato alla fisica delle particelle grazie ai progressi compiuti nel settore durante gli anni ’60 e, inizialmente, si è concentrato sulle particelle massicce composte da quark. Poco dopo aver conseguito il dottorato, si è trasferito negli Stati Uniti, presso l’Università del Wisconsin-Madison. In seguito, ha compreso cosa la fisica delle particelle potesse apprendere dalle particelle provenienti dallo spazio e come, a sua volta, l’astrofisica potesse trarre vantaggio dalla fisica delle particelle.

Negli anni ’80, mentre lavorava con le particelle cosmiche, Halzen venne a sapere che alcuni ricercatori sovietici stavano pianificando l’uso di ricevitori radio per captare i segnali dei neutrini in Antartide. L’idea era che la collisione di un neutrino con un nucleo atomico nel ghiaccio generasse una scarica elettrica, producendo così un’onda radio. Se tale onda fosse stata sufficientemente intensa, avrebbe potuto essere rilevata tramite un’antenna. Ispirato da questa intuizione, Halzen comprese che un metodo alternativo avrebbe potuto consistere nell’installare sensori di luce all’interno del ghiacciaio per rilevare i lampi luminosi prodotti dalle collisioni.

Halzen si rese quindi conto che collocare l’osservatorio per neutrini al Polo Sud geografico avrebbe offerto numerosi vantaggi: in quel luogo era già presente una stazione di ricerca, dotata di un’organizzazione per i trasporti regolari e di tutto il necessario per consentire a un team di lavorare. Anche il ghiaccio, come materiale, offre molti benefici: a profondità elevate, l’oscurità è costante e a differenza dell’oceano, non vi sono interferenze da parte di organismi viventi e i livelli di sostanze radioattive sono bassi. Il ghiaccio è stabile e fornisce una superficie solida per il personale che opera nella struttura, e l’area è geologicamente stabile e priva di attività sismica.

Il risultato finale è l’Ice Cube Neutrino Observatory, che ha raggiunto le sue dimensioni definitive nel 2011, con 5.160 sensori di luce distribuiti lungo 86 cavi.