Un dato che parla alla politica
Un’analisi originale del Centre pour la recherche économique et ses applications ha incrociato vent’anni di risultati elettorali con circa 18.000 chiusure di bar-tabac in Francia. L’esito è chiaro: dove spariscono i luoghi di socialità quotidiana, aumenta in modo statisticamente significativo il voto all’estrema destra. Anche controllando reddito, disoccupazione, istruzione e dinamiche demografiche, l’effetto resta. Non è una suggestione sociologica ma un chiaro nesso politico.
La socialità come infrastruttura democratica
Il bar-tabac, come il bar di paese o il circolo in Italia, non è solo commercio. È una micro-istituzione civile: luogo di incontro non mediato, spazio di conversazione, presidio di riconoscimento reciproco. Quando chiude, non si perde solo un servizio; si spezza una trama di relazioni “deboli” ma continue, quelle che tengono aperta la società. Il Cepremap parla di “désocialisation politique”: meno relazioni, più solitudine; meno confronto, più risentimento.
Dal disagio sociale al voto di rottura
La politica paga questo vuoto. La protesta radicale diventa il linguaggio di chi non ha più luoghi in cui sentirsi parte. Non è un automatismo ideologico, ma una dinamica di abbandono percepito: quando scompaiono i presìdi della vita comune, cresce l’idea che le istituzioni siano lontane e indifferenti. L’estrema destra intercetta e semplifica quel sentimento, offrendo identità e colpevoli al posto di mediazioni e responsabilità condivise.
Una lezione che riguarda anche l’Italia
Il messaggio è scomodo per tutti. Non basta invocare politiche redistributive se si lasciano morire i luoghi che rendono abitabile la democrazia. Ora, anche le aree interne, i piccoli comuni, i quartieri periferici italiani conoscono lo stesso processo: chiusura di bar, circoli, edicole; desertificazione relazionale; crescita della rabbia elettorale. Difendere la democrazia significa anche difendere i luoghi in cui essa si pratica ogni giorno.
C’è qui una lezione di metodo: la democrazia non vive solo di procedure, essendo fondamentale il senso di appartenenza e la partecipazione in un determinato contesto sociale. Ricostruirlo richiede politiche pubbliche mirate (fiscalità di prossimità, servizi condivisi, spazi civici), ma anche una leadership capace di vedere il Paese com’è, non come vorrebbe che fosse. Quando chiude il bar, non “apre” l’estrema destra per caso: entra dove la politica ha smesso di farsi presidio. E quel vuoto, prima o poi, presenta il conto.
