Una nuova stagione politica, spogliata dalle attuali ipocrisie, nullità e spettacolarità nelle quali ormai è totalmente incarcerata l’azione politica sia nazionale che mondiale, non può che ripartire dai valori semplici, ma sempre validi, di quell’umanesimo che s’inserisce in una visione cristiana della realtà terrena, secondo la quale siamo attori della costruzione di un mondo nuovo fondato sulla giustizia, sulla fratellanza, sul senso di comunità e, dunque, di solidarietà.
La politica, anzi l’azione politica e di governo, va sempre analizzata da un punto di vista non meramente materiale – pur riconoscendo che è innegabile la validità dell’organizzazione di una società più giusta dal punto di vista della redistribuzione delle risorse economiche – ma anche riferita a valori di riferimento che costituiscono quello che possiamo definire umanesimo cristiano.
Economia senza valori e disgregazione sociale
Del resto, basta guardare lo scenario politico mondiale attuale per rendersene conto in maniera obiettiva: l’economia completamente distaccata dai valori di quell’umanesimo cristiano cui si fa riferimento non produce altro che disuguaglianze, indigenza, guerre con morti e distruzioni che sono il segno dell’imbarbarimento di questa società.
Il grido di dolore della Striscia di Gaza, del popolo ucraino, ma anche di tutte quelle famiglie russe – costrette al silenzio dallo zar – che piangono un proprio congiunto in guerre fratricide che non hanno altro scopo se non quello di affermare una supremazia sterile, mostra il disprezzo per la vita umana, per ogni persona umana quale creazione divina.
Nichilismo come prassi politica
Allora, se viviamo in questo tempo in cui il nichilismo è ormai diventato la prassi dei governi di qualsiasi colore politico – ammesso che esista ancora una reale differenza tra destra e sinistra – occorre non restare a guardare inerti questo sfacelo mondiale, come se la nostra semplice e piccola testimonianza fosse incapace di produrre frutti integri, cioè non marci.
Occorre invece, come già scritto in altre occasioni, saper andare controcorrente, perché se si guarda bene al fondo di questa società mondiale il percorso non è in solitaria: sotto la cenere cova un fuoco ideale basato sulla necessità di mettere insieme tutte le energie ideali per costruire nella concretezza un mondo nuovo.
La lezione di Moro e la responsabilità personale
Aldo Moro ha insegnato a tutti che bisogna vivere il tempo che ci è stato assegnato; ossia, non bisogna rassegnarsi all’impotenza, alla convinzione di essere nullità rispetto ai grandi della terra.
Ogni persona umana ha un proprio compito da portare avanti in questa vita terrena e bisogna assolverlo con coraggio, con fiducia nel futuro, con responsabilità, nella consapevolezza di fare ognuno la propria parte per arrivare all’obiettivo finale di un ordine mondiale basato sulla collaborazione e sulla solidarietà, anche materiale, tra tutti gli Stati.
In questo senso, dunque, è anche fuori luogo parlare di ricomposizione dell’area cattolica secondo vecchi schemi ormai superati dalla storia.
Progetto e ideali
È invece opportuno parlare e adoperarsi per la costruzione di un progetto politico che faccia riferimento a questi ideali richiamati.
Ma il progetto politico nasce prima di qualsiasi presenza politica organizzata, altrimenti si rischia, come sempre, l’evanescenza politica, lo scadere al livello delle attuali forze politiche in campo che – mi sia consentita la battuta – non sono né carne né pesce.
