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Quattro paesi con l’Italia chiedono all’Ue di tassare gli extraprofitti delle compagnie energetiche

Roma, 4 apr. (askanews) – Germania, Spagna, Austria e Portogallo, insieme all’Italia, chiedono a Bruxelles di studiare un meccanismo che consenta di recuperare parte degli extraprofitti generati dalle compagnie energetiche a causa del rialzo dei prezzi. Lo si legge in una lettera inviata al commissario europeo Wopke Hoekstra. Nella lettera, data 3 aprile, a firma dei ministri Giancarlo Giorgetti per l’Italia, Markus Marterbauer per l’Austria, Lars Klinbeil per la Germania, Joaquim Miranda Sarmento per il Portogallo e Carlos Cuerpo per la Spagna, si legge che “il conflitto in Medio Oriente ha causato un aumento dei prezzi del petrolio, gravando in modo significativo sull’economia europea e sui cittadini europei. È importante garantire che tale onere sia distribuito equamente”.

“Nella riunione dell’Eurogruppo del 27 marzo 2026 – prosege la lettera -, abbiamo sostenuto e promosso misure per tassare gli extraprofitti delle società energetiche. Uno strumento analogo è già stato introdotto nel 2022 attraverso un contributo di solidarietà temporaneo istituito dal regolamento (Ue) 2022/1854 del 6 ottobre 2022 relativo a un intervento di emergenza per contrastare gli elevati prezzi dell’energia. Considerate le attuali distorsioni del mercato e i vincoli di bilancio, la Commissione europea dovrebbe sviluppare rapidamente uno strumento contributivo simile a livello Ue, fondato su una solida base giuridica (e fatto salvo ogni altro sforzo e misura adottata dai singoli Stati membri per contrastare gli elevati prezzi dell’energia)”. “Una soluzione europea di questo tipo fungerebbe da segnale per i cittadini dei nostri Stati membri e per l’economia in generale, dimostrando la nostra unità e la nostra capacità di agire – prosegue la lettera -. Inoltre, invierebbe un messaggio chiaro: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte per alleviare il peso che grava sulla collettività. Lavorare insieme e trovare una soluzione europea è l’approccio giusto. Permetterebbe di finanziare misure di sostegno temporanee, soprattutto per i consumatori, e di contenere l’inflazione crescente, senza gravare ulteriormente sui bilanci pubblici”.

“Siamo lieti che la Commissione europea abbia promesso di esaminare rapidamente la questione – conclude la lettera -. In questo contesto, vale la pena considerare se e come gli utili esteri delle multinazionali del petrolio possano essere inclusi in modo più mirato rispetto a quanto avvenuto con il contributo di solidarietà del 2022”.