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Radio3 sceglie radiodramma Capossela per inaugurare Salone del Libro

Roma, 11 mag. (askanews) – “Sotto il Bosco di Latte” è il radiodramma ideato da Vinicio Capossela e liberamente ispirato all’opera “Under Milk Wood” di Dylan Thomas, scelto da Radio3 per inaugurare il Salone del Libro di Torino il 13 maggio con lo speciale evento L’infanzia del mondo. Dentro il bosco di latte con Dylan Thomas.

Il radiodramma sarà poi trasmesso in esclusiva in cinque episodi da lunedì 25 a venerdì 29 maggio alle 17 all’interno del programma Ad Alta Voce e integralmente mercoledì 3 giugno alle 20.05 nel programma Radio 3 Suite e a seguire sarà disponibile su Raiplay.

“Sotto il Bosco di Latte” è un poema radiofonico per voci che riprende e porta a compimento il progetto dell’amico e dj radiofonico torinese Renato Striglia, che sognava di realizzare la sua versione in italiano di “Under Milk Wood”, il lavoro del 1953 scritto e concepito per la radio dal poeta gallese Dylan Thomas. Dopo la morte di Striglia, avvenuta il 23 novembre 2020, Capossela ha deciso di ultimarlo, seguendone le indicazioni e le suggestioni.

Frutto di un lavoro lungo, intenso e partecipativo, ha coinvolto una polifonia di 56 voci, raccolte tra amici della comunità torinese di Striglia e artisti e compagni di viaggio del cantautore.

Al fianco dei due narratori principali, Vinicio Capossela stesso e Paolo Rossi, si muove infatti un cast straordinario, formato tra gli altri dall’indimenticabile Ornella Vanoni e da Alessandro Bergonzoni, Enzo Bianchi, Stefano Bollani, Ermanno Cavazzoni, Geppi Cucciari, Mauro Ermanno Giovanardi, Marisa Laurito, Luciana Littizzetto, Ermanna Montanari, Nada, Roy Paci, Daniela Pes, Patty Pravo e Johnson Righeira.

Il lavoro sulle voci è accompagnato poi da un’opera di sonorizzazione che comprende interludi musicali e canzoni inedite composte da Vinicio Capossela e ispirate al testo di Thomas: Canzone di Polly in duetto con Nada, Ricordati di Rosie, Lilly allo specchio e Spazza il mio camino. Tra echi di ballate, di canti di ubriachi, d’amore e di languore, la vitalità pulsante di una giornata di primavera è espressa anche nei suoni e nei rimandi alle musiche.

Il radiodramma sarà presentato in anteprima nella serata di vigilia del Salone Internazionale del Libro di Torino, organizzata da Rai Radio3, in programma mercoledì 13 maggio alle 20.30 nell’Auditorium Rai Arturo Toscanini e trasmessa in diretta su Radio3 e in streaming video su RaiPlay.

Un evento speciale, dal titolo L’infanzia del mondo. Dentro il bosco di latte con Dylan Thomas: uno spettacolo in cui Capossela dialogherà in scena insieme al giornalista Pietro Del Soldà ripercorrendo il lungo viaggio creativo dell’opera, la cui anima è fortemente legata a Torino e alla memoria dell’illustre cittadino a cui il lavoro è dedicato, e ne presenterà alcuni estratti dal vivo, accompagnato da due degli artisti che hanno prestato la loro voce al progetto, Nada e Paolo Rossi, e dai musicisti Raffaele Tiseo e Vincenzo Vasi.

Vinicio Capossela sarà inoltre protagonista al Salone Internazionale del Libro di Torino anche giovedì 14 maggio in diretta su Fahrenheit Rai Radio 3 per parlare di Thomas in occasione del Dylan Thomas Day.

Quest’anno per inaugurare il Salone Radio3 ha scelto e prodotto uno spettacolo davvero fuori dagli schemi, sintesi originale e sorprendente di musica, poesia, parole, teatro, divertimento e riflessione. La direttrice di Rai Radio3 Simona Sala spiega: “Quando Vinicio Capossela è venuto a Radio 3 e ci ha raccontato quest’opera a cui lavora da anni non abbiamo avuto dubbi: le note di Capossela ispirate ai versi di Dylan Thomas e la coincidenza con il Dylan Thomas Day. Era perfetto per Radio3 e per il Salone del libro. È stato emozionante ascoltare le voci del radiodramma – sono oltre 50; mettere in scena questo piccolo paese del Galles che parla a noi ancora oggi. Alcune sono voci sorprendenti. Ornella Vanoni era appena scomparsa, sentirla interpretare la signora Ciliegia è un regalo per tutti. E le sorprese sono continue”.

Under Milk Wood descrive ventiquattro ore di vita nell’immaginario villaggio gallese di pescatori di Llaregub. Una comunità che è un organismo corale, e infatti il racconto è concepito per voci, una sorta di concertato in cui i personaggi vengono definiti in poche, fulminanti battute. Una moltitudine di nomi che raramente sono propri, ma sono piuttosto aggettivazioni di caratteri, come sempre succede nelle piccole comunità (Polly Giarrettiera, Sir Spaccalancetta, signori Ciliegia) e che esprimono la vita in tutta la sua brulicante fermentazione. Desideri, incubi, ironia, carnalità, imbevuti in una atmosfera biblica che dà la dimensione epica e irrimediabile dell’errore. Un poema sull’umano, sull’innocenza perduta, sulla compassione per il comune destino.

La versione caposseliana di Sotto il Bosco di Latte (con la quale si sono cimentati, tra gli altri, Richard Burton, Anthony Hopkins e Re Carlo d’Inghilterra) presenta un’ossatura più asciutta rispetto all’originale di Thomas e contiene variazioni sui nomi dei personaggi e dei luoghi, nel solco del lavoro impostato da Renato Striglia, con l’obiettivo di portare a una dimensione familiare quella commedia umana che ogni piccola comunità rappresenta ogni giorno.

Il bosco di latte è “il canto alla vita dell’umanità – afferma Capossela – copre tutte le generazioni e le classi sociali. L’arco ciclico di una giornata rimanda alla ciclicità del tempo naturale e universale. Non c’è trama. C’è solo il brulicare della vita che non porta alla felicità, ma alla vita stessa, alla sua generazione e alla sua decomposizione. I morti si confondono con i vivi. I sogni con il reale”.

“È per questo che ‘Sotto il Bosco di Latte’ – prosegue – è doppiamente dedicato a Renato: per la sua intima relazione con l’umanità e perché i morti in questo racconto, come gli annegati di Capitan Gatto, tornano alla memoria dei vivi reclamando la memoria. Affinché, come nel passo più toccante del poema, come Rosie, non ci si dimentichi anche di essere nati”.

Sotto il Bosco di Latte è il primo, fondamentale tassello di un nuovo percorso creativo dell’artista, che culminerà nei prossimi mesi in una trasposizione teatrale del radiodramma, che debutterà a Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre, e in un nuovo progetto discografico.