Milano, 10 set. (askanews) – Ogni italiano getta in media quasi 2 kg di piccoli rifiuti elettrici ed elettronici e 0,12 kg di batterie esauste nell’indifferenziato all’anno. Rifiuti che dovrebbero essere invece recuperati attraverso i canali di raccolta dedicati.
Così nasce lo studio realizzato da Erion Energy ed Erion WEEE insieme al Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, che ha analizzato la possibilità di recuperare questi rifiuti anche dopo il loro errato conferimento.
Il professor Marcello Colledani, del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, ci spiega perché è nato questo studio: “Lo studio è nato dalla necessità di capire come separare RAEE e batterie dai flussi di rifiuti indifferenziati, per dare poi la giusta destinazione a questi prodotti, che erroneamente vengono mischiati con altri tipi di rifiuti indifferenziati”.
Separare batterie e piccoli RAEE dall’indifferenziato è possibile. Servono però tra 1,5 e 2,9 milioni di euro per impianto e, applicando queste tecnologie ai principali 60 impianti italiani, potrebbe raggiungere complessivamente i 114 milioni: “Il problema di questi RAEE e delle batterie è soprattutto che, quando vanno nell’indifferenziato, possono causare problemi agli impianti che lo trattano. Problemi che possono essere di efficienza, ma anche legati alla sicurezza e al possibile rischio di incendi. Quello che è stato fatto è progettare una linea di identificazione e sorting, utilizzando anche tecnologie avanzate come la robotica e l’AI, per riconoscere i tipi di prodotti da separare dalla frazione di indifferenziato e riuscire a separarli, dando quindi il giusto trattamento a queste frazioni” ha aggiunto Colledani.
La tecnologia può quindi contribuire, ma non può sostituire la raccolta differenziata. Se tutti smaltissero bene, il tasso di raccolta dei piccoli RAEE potrebbe passare dal 17% al 37% e quello delle batterie portatili dal 25% al 52%.
Abbiamo allora chiesto a Laura Castelli, Direttore Generale di Erion Energy, cosa manchi per aiutare i cittadini a conferire correttamente le batterie esauste: “La richiesta dei cittadini è quella di avere una modalità di conferimento più vicina a casa, più comoda e più accessibile. Quindi, quello su cui dobbiamo lavorare sicuramente è creare un’occasione quotidiana per il cittadino di conferire. Stiamo provando a lavorare sulla capillarità dei punti di raccolta, in modo da avvicinare i luoghi del conferimento al passaggio quotidiano del cittadino”.
Sensibilizzazione, maggiore accessibilità dei punti di raccolta e comportamenti corretti restano gli strumenti principali ed Erion Energy vuole contribuire così.
“Abbiamo lavorato l’anno scorso per introdurre, all’interno della normativa di armonizzazione tra il regolamento uscito tre anni fa e la normativa italiana, un obbligo di comunicazione per tutti i consorzi che si occupano della raccolta delle batterie portatili, proprio per destinare un importo minimo annuale alla sensibilizzazione del cittadino e far crescere la consapevolezza sulle modalità di conferimento di questa tipologia di rifiuto” ha concluso Castelli.
L’obiettivo è dunque aumentare la raccolta alla fonte, considerando le nuove tecnologie negli impianti come una soluzione complementare per recuperare ciò che ancora oggi sfugge.

