Roma, 14 mar. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che l’esercito americano ha condotto nella notte un raid aereo contro installazioni militari sull’isola di Kharg, nel Golfo Persico settentrionale, al largo delle coste dell’Iran. L’isola ospita il principale terminale di esportazione petrolifera della Repubblica islamica ed è considerata un’infrastruttura cruciale per l’economia iraniana e per lo smercio di petrolio.
Secondo un funzionario militare statunitense, l’operazione ha preso di mira depositi di missili e mine navali che, secondo Washington, sarebbero stati utilizzati per minacciare o bloccare le rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz. La stessa fonte ha precisato che i bombardamenti sono stati condotti evitando le infrastrutture petrolifere presenti sull’isola.
Kharg Island, grande circa quanto l’isola del Giglio, ha un ruolo centrale nel sistema energetico iraniano. Prima della guerra in corso, le sue strutture gestivano circa il 90% delle esportazioni di greggio del Paese. Le acque profonde che circondano l’isola consentono l’attracco di grandi petroliere, una caratteristica rara lungo gran parte della costa iraniana del Golfo Persico, generalmente più bassa.
Dagli anni Sessanta l’Iran utilizza Kharg come principale punto di esportazione del petrolio via mare. Sull’isola si trovano grandi depositi di stoccaggio e oleodotti collegati ad alcuni dei maggiori giacimenti petroliferi e di gas del Paese. Un danneggiamento di queste infrastrutture potrebbe avere conseguenze non solo per l’economia iraniana ma anche per il mercato energetico globale.
Negli ultimi anni il terminal ha avuto la capacità di caricare fino a dieci superpetroliere contemporaneamente. Sull’isola operano tre principali siti energetici, tra cui la Falat Iran Oil Company, considerata una delle più grandi del Paese.
Una quota significativa del petrolio esportato da Kharg è destinata alla Cina, che acquista greggio iraniano spesso tramite una “flotta ombra” di petroliere utilizzate per aggirare le sanzioni occidentali. Le esportazioni verso Pechino rappresentano circa il 6% dell’economia iraniana e una parte rilevante delle entrate pubbliche del Paese.
L’isola era già stata bersaglio di attacchi durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta, quando l’esercito iracheno bombardò pesantemente le infrastrutture petrolifere causando gravi danni. Teheran ha però ricostruito gran parte degli impianti.
Dopo i raid statunitensi, un alto funzionario del ministero del Petrolio iraniano ha dichiarato che gli attacchi sono stati “massicci e distruttivi”. Secondo quanto riferito da dipendenti delle raffinerie, sull’isola si sarebbero verificate quasi due ore di esplosioni continue, tanto forti da far tremare il territorio “come un terremoto”.
Lo stesso funzionario, che ha chiesto di restare anonimo, ha avvertito che un eventuale attacco diretto alle infrastrutture petrolifere e del gas di Kharg potrebbe interrompere immediatamente una parte consistente delle esportazioni di greggio dell’Iran.
