HomeAskanewsReferendum, festa in piazza con leader Pd-M5S-Avs: unità per Meloni a casa

Referendum, festa in piazza con leader Pd-M5S-Avs: unità per Meloni a casa

Roma, 23 mar. (askanews) – La ‘chiamata’ è arrivata con lo scrutinio ancora in corso ma dati che davano ormai per certa la vittoria del ‘No’. Persone di tutte le età, moltissimi giovani, sono arrivati alla spicciolata fino a riempire piazza Barberini a Roma, raccogliendo l’invito del segretario della Cgil Maurizio Landini a festeggiare il successo del No al referendum sulla giustizia. Un invito rivolto anche ai leader del campo progressista con cui Landini ha ‘improvvisato’ un comizio da un camioncino. Finito con un abbraccio tra la segretaria dem Elly Schlein, il presidente M5S Giuseppe Conte, i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, immortalati dai fotografi.

Il messaggio politico al governo di centrodestra è chiaro. “Noi continueremo ad essere testardamente unitari per mandare a casa questo governo”, dice la segretaria Schlein. La piazza le risponde in coro: “unità, unità, unità”. Poi annuncia: “stiamo per partire e andare in corteo a piazza del Popolo” dove si concluderà la ‘festa’ tra i fuochi d’artificio (non a Palazzo Chigi né davanti al Parlamento, transennate e presidiate dalle forze dell’ordine). E Conte: “Meloni lo senti questo grido? Non è stato uno sfratto esecutivo ma è un avviso di sfratto”. Fratoianni mette in guardia: questa vittoria, afferma, è un “punto di partenza, non di arrivo. Perché sbagliare ora sarebbe imperdonabile”. “C’è una destra arrogante che dice che continuerà sulla sua strada: dobbiamo essere uniti ancora di più per mandare a casa questa destra”, è la strada indicata da Bonelli.

Sul palco anche il presidente Anpi Gianfranco Pagliarulo secondo cui è stato evitato lo sfregio della Costituzione. Tutti ringraziano i giovani. Tra i 18 e i 34 anni anni i No sono stati oltre il 60%, hanno rappresentato l’ago della bilancia e dai leader arriva loro un ‘tributo’. Hanno “fatto la differenza”, nonostante il governo non abbia consentito il voto dei fuori sede, osserva Schlein. Tra le bandiere della Cgil, dei partiti, della pace, della Palestina, il tricolore, i giovani, megafono alla mano, sotto la pioggia, si sgolano: “No! No! No!”, “Dimissioni, dimissioni”. “Angurie Sì, Meloni no”. “Siamo tutti antifascisti”. Dagli altoparlanti Vasco Rossi canta “c’è chi dice No”. Due allegre signore anziane, con un foulard sulla testa con i colori della bandiera dell’Italia, si dichiarano fieramente “comuniste” ed esprimono la loro contentezza. Un cartello sintetizza: “Meloni torna a casa. Il referendum è andato male”. E uno striscione: “Viva l’Italia che resiste ancora”.