Roma, 23 mar. (askanews) – Roma, 23 mar. (askanews) – Giovani, comitati civici e campo largo. E’ questo il mix vincente che ha bocciato la riforma della magistratura attraverso il referendum confermativo del 22-23 marzo. Il risultato delle urne non lascia spazio alle interpretazioni: il ‘No’ ha ottenuto il 53,60% contro il 46,40% per il ‘Sì’.
La carica degli elettori più giovani è stata una delle chiavi che spostato l’ago della bilancia verso il ‘No’. E’ quanto emerge dai dati di Opinio Rai: tra i 18-34 anni, il 61,1% ha votato ‘No’ contro il 38,9% che si è espresso per il ‘Sì’. Tra i 35-54 anni, il 53,3% ha messo una croce sul ‘No’, il 46,7% sul ‘Sì’. Oltre i 55 anni, il 50,7% ha votato a favore del ‘Sì’, il 49,3% per il ‘No’.
Analizzando il voto dei singoli partiti, secondo una rilevazione di Swg, gli elettori del centro sinistra hanno seguito convintamente le indicazioni dei propri leader: l’86% di chi vota per Alleanza verdi e sinistra si è espresso per il ‘No’, appena il 2% per il Sì; quelli del Pd si sono fermati al 75% (5% per il Sì), seguiti dagli elettori di M5s al 67% (5% per il Sì). Discorso diverso nel centrodestra, dove una componente importante è stata rappresentata dagli astenuti: il 68% di chi vota FdI ha messo una croce sul ‘Sì’, un 8% ha votato ‘No’, un 24% non è andata a votare; in Forza Italia, il 60% ha promosso la riforma anche se, sempre un 8% ha votato contro e un 32% si è astenuto. Nella Lega un 57% dei propri elettori ha scelto il ‘Sì’, un 6% il No’, mentre il 37% ha disertato le urne.
La vittoria netta del ‘No’ al referendum sulla riforma della magistratura si materializza anche sulla cartina geografica dell’Italia. Diciassette regioni su venti hanno bocciato il testo firmato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Pollice verso in molte regioni governate dal centrodestra, come il Piemonte, la Liguria, il Lazio, le Marche, l’Abruzzo, la Basilicata. Vera e propria débacle per il Sì anche in Calabria e Sicilia con i presidenti di Regione entrambi di Forza Italia.
Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono le uniche tre regioni in cui i risultati delle urne hanno premiato la riforma costituzionale. Il distacco più ampio, a livello regionale, è stato registrato in Campania, con il ‘No’ al 65,23% e il Sì al 34,77%. A Napoli e provincia il Sì si è fermato al 28,52% il No al 71,48%.
Entrando nel dettaglio: Valle d’Aosta Sì 48,19%, No 51,81%; Piemonte Sì 46,51%, No 53,49%; Lombardia Sì 53,67% No 46,33%; Veneto Sì 58,41% No 41,59%; Trentino Alto Adige Sì 49,38%, No 50,62%; Friuli Venezia Giulia, Sì 54,47% No 45,53%; Emilia Romagna, Sì 42,79%, No 57,21%; Liguria Sì 42,96%, No 57,04%; Toscana Sì 41,86%, No 58,14%; Umbria Sì 48,32%, No 51,68%; Lazio Sì 45,43%, No 54,57%; Abruzzo Sì 48,22%, No 51,78%; Campania Sì 34,77%, No 65,23%; Basilicata Sì 39,97%, No 60,03%; Puglia Sì 42,86%, No 57,14%; Molise Sì 45,26%, No 54,74%; Calabria Sì 42,77%, No 57,23%; Sicilia Sì 39,02%, No 60,98%; Sardegna Sì 40,53%, No 59,47%.
